Ogni anno oltre 1.500 nuovi casi nella regione, ma l’adesione ai controlli preventivi resta poco sopra il 5%
“In Calabria il tumore del colon-retto rappresenta oggi la prima neoplasia per incidenza: ogni anno si registrano oltre 1.500 nuovi casi, a fronte dei circa 48mila a livello nazionale.
Per quanto riguarda la diffusione degli screening oncologici a fronte di una media nazionale di adesione ancora troppo bassa del 33%, che si attesta nel sud Italia al 17,8%, in Calabria siamo poco sopra al 5%".
Lo ha detto il chirurgo oncologo Alberto Vannelli,
partecipando ieri mattina a Catanzaro ad un incontro, promosso
dall'Associazione Calabrese Malati Oncologici, sulla sfida della prevenzione
per il servizio sanitario calabrese.
"È evidente - ha aggiunto - che senza un cambio di
passo in cui il cittadino avverta come una tutela della propria salute la
campagna di screening, sarà difficile incidere davvero".
"Proprio in ragione dell'inadeguato livello di
prevenzione raggiunto in Calabria si arriva alla diagnosi in uno stato avanzato
della malattia. In un simile contesto per l'oncologo diventa, quindi, centrale
il tema di adottare un corretto stile di vita e lo screening diventa
fondamentale", ha aggiunto.
Altro tema centrale affrontato nel corso del convegno è
stato quello relativo al costo sanitario sostenuto dalla Calabria per le cure
oncologiche effettuate in altre regioni.
"Limitatamente all'oncologia - ha aggiungo Vandelli - la Calabria sostiene un costo annuo di oltre 12 milioni di euro per i pazienti che si curano fuori regione. Tuttavia, pochi sanno che esiste anche un saldo attivo di circa mezzo milione di euro, un segnale che dimostra come le potenzialità per invertire la rotta ci siano".
(foto Ansa)