È
allarme sicurezza alla Casa Circondariale di Reggio Calabria – Plesso
Arghillà. Il
sindacato SARAP ha inviato una dura nota al
Provveditore regionale denunciando una situazione definita “strutturalmente insostenibile” e chiedendo
interventi immediati.
Secondo il sindacato, il sovraffollamento e la grave carenza di personale avrebbero determinato condizioni operative al limite, con turnazioni prolungate e casi in cui una sola unità di
Polizia Penitenziaria si troverebbe a vigilare oltre cento detenuti. Nelle ultime settimane si sarebbero registrate
numerose aggressioni: nove agenti feriti tra il 27 gennaio e il 9 febbraio, tre dei quali trasportati in ospedale solo nelle ultime ore.
Il
SARAP parla apertamente di violazioni del
Decreto Legislativo 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro, denunciando anche la mancata attivazione della sorveglianza sanitaria obbligatoria per il personale esposto a rischi specifici. Una situazione che, secondo l’organizzazione sindacale, espone l’Amministrazione a precise responsabilità.
Oltre alla richiesta urgente di
rinforzi attraverso mobilità straordinarie e interpelli nazionali, il sindacato sollecita la rimodulazione delle piante organiche e l’adozione di misure straordinarie di sicurezza. È stata inoltre chiesta un’audizione al
Prefetto di Reggio Calabria, ritenendo che l’emergenza abbia ormai assunto rilievo di
ordine pubblico.
“In assenza di risposte concrete – annuncia il SARAP – saranno attivate tutte le iniziative sindacali e legali necessarie a
tutela del personale”.
La
vicenda riaccende i riflettori sulle criticità del sistema penitenziario reggino, dove la
tensione resta alta e gli operatori chiedono interventi immediati per garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose.