Carcere di Arghillà, il SARAP denuncia: “Emergenza sicurezza e personale allo stremo”

Autore Redazione Web | mer, 11 feb 2026 08:30 | Allarme-Sicurezza Carcere Arghillà Sarap

Il sindacato scrive al Provveditore e al Prefetto: sovraffollamento, carenza di organico e nove agenti feriti in meno di due settimane 

È allarme sicurezza alla Casa Circondariale di Reggio Calabria – Plesso Arghillà. Il sindacato SARAP ha inviato una dura nota al Provveditore regionale denunciando una situazione definita “strutturalmente insostenibile” e chiedendo interventi immediati.

Secondo il sindacato, il sovraffollamento e la grave carenza di personale avrebbero determinato condizioni operative al limite, con turnazioni prolungate e casi in cui una sola unità di Polizia Penitenziaria si troverebbe a vigilare oltre cento detenuti. Nelle ultime settimane si sarebbero registrate numerose aggressioni: nove agenti feriti tra il 27 gennaio e il 9 febbraio, tre dei quali trasportati in ospedale solo nelle ultime ore.

Il SARAP parla apertamente di violazioni del Decreto Legislativo 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro, denunciando anche la mancata attivazione della sorveglianza sanitaria obbligatoria per il personale esposto a rischi specifici. Una situazione che, secondo l’organizzazione sindacale, espone l’Amministrazione a precise responsabilità.

Oltre alla richiesta urgente di rinforzi attraverso mobilità straordinarie e interpelli nazionali, il sindacato sollecita la rimodulazione delle piante organiche e l’adozione di misure straordinarie di sicurezza. È stata inoltre chiesta un’audizione al Prefetto di Reggio Calabria, ritenendo che l’emergenza abbia ormai assunto rilievo di ordine pubblico.

“In assenza di risposte concrete – annuncia il SARAP – saranno attivate tutte le iniziative sindacali e legali necessarie a tutela del personale”.

La vicenda riaccende i riflettori sulle criticità del sistema penitenziario reggino, dove la tensione resta alta e gli operatori chiedono interventi immediati per garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose.


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