Scagionata anche l’ex collaboratrice Mariangela Cairo; i fatti risalgono al 2012.
Il Tribunale di Catanzaro ha assolto, "perché il fatto non sussiste", l'ex sottosegretario Giuseppe Galati dall'accusa di peculato e dichiarato il non luogo a procedere per un altro capo d'imputazione per prescrizione.
L'accusa aveva chiesto la condanna a 5 anni. Galati, oggi vicepresidente vicario di Noi Moderati, difeso dagli avvocati Francesco Gambardella e Salvatore Cerra, era accusato, in particolare, di avere distratto fondi dall'ente in house della Regione Calabria "Calabresi nel mondo", già in liquidazione.
Assolta anche l'ex collaboratrice dell'ente in house
Mariangela Cairo, difesa da Massimo Scuteri, così come aveva chiesto anche il
pm. I fatti risalgono al 2012.
La decisione del Tribunale, è scritto in una nota di Galati,
"chiarisce in modo significativo la posizione dell'ex Presidente della
Fondazione ed ex parlamentare della Repubblica, escludendo ogni profilo di
responsabilità penale in relazione alla presunta distrazione di fondi pubblici
per finalità personali.
L'assoluzione investe uno dei punti centrali dell'impianto
accusatorio, quello concernente la contestata stipula di un contratto di
locazione che, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe determinato un vantaggio
esclusivo. Su tale profilo, il Tribunale ha ritenuto non sussistenti le
condotte contestate, escludendo sia l'appropriazione di risorse pubbliche sia
l'esistenza di un beneficio personale restituendo un quadro coerente e privo di
elementi penalmente rilevanti".
Quanto al residuo capo d'imputazione, riferito a fatti
risalenti al periodo 2012-2013, il Tribunale "ha pronunciato il non luogo
a procedere per il decorso dei termini di legge, in un contesto nel quale
l'istruttoria dibattimentale aveva già restituito un quadro pienamente chiaro e
favorevole, privo di qualunque emergenza di responsabilità penale".