Il Tavolo si aggiornerà nella prima metà di marzo per fare il punto sugli interventi in corso
La Città Metropolitana di Reggio Calabria stringe i tempi sul contrasto all’erosione costiera. Nel corso del quarto incontro del Tavolo Tecnico per il coordinamento del fenomeno dell’erosione costiera nel territorio metropolitano, l’Ente ha chiesto di velocizzare la redazione del piano dei sedimenti e di validare i tre progetti pilota sulle fiumare Amendolea, La Verde e Bonamico. Sul tavolo anche l’ipotesi di utilizzare la sabbia del porto di Saline per interventi di ripascimento.
La riunione si è svolta negli uffici del Settore 10 “Tutela del Territorio e dell’Ambiente” della Metrocity. A coordinare i lavori il consigliere metropolitano delegato all’Ambiente, Salvatore Fuda, e il Direttore del Dipartimento III “Tutela del Territorio”, Domenica Catalfamo. Presenti, tra gli altri, i rappresentanti della Regione Calabria (Dipartimenti Infrastrutture – Lavori Pubblici e Ambiente), il Segretariato regionale del MiC, l’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale, Anas, Rfi, la Capitaneria di porto di Reggio Calabria e Calabria Verde.
La riattivazione del Tavolo regionale, avvenuta lo scorso 5 febbraio, è stata accolta come un’opportunità di sinergia istituzionale. Annunciata inoltre una prossima seduta con i Comuni di Motta San Giovanni e Reggio Calabria, mentre il confronto con Villa San Giovanni è rinviato in attesa degli studi morfodinamici sull’area fisiografica Punta Pezzo–Santa Trada, affidati dal Comune a una società specializzata.
Il punto centrale dell’incontro ha riguardato la necessità di superare lo stallo sul piano dei sedimenti. Fuda e Catalfamo hanno sollecitato l’Autorità di Bacino a validare i tre progetti pilota elaborati con il supporto del Dipartimento DICEAM dell’Università Mediterranea e trasmessi dalla Città Metropolitana già nel febbraio 2025. Un passaggio ritenuto ormai improcrastinabile: l’estrazione controllata di materiale lapideo dalle fiumare sovralluvionate consentirebbe infatti di ridurre il rischio di esondazione, ripristinando l’officiosità idraulica dei corsi d’acqua, e allo stesso tempo di riattivare l’apporto solido verso la costa, contrastando l’erosione.
L’Autorità di Bacino ha comunicato di aver avviato rilievi in situ per la redazione del piano stralcio relativo alle aree interessate dall’OPCM 1180, con particolare attenzione ai territori di Saline, Melito e Bova Marina.
Tra le possibili soluzioni operative, Catalfamo ha anticipato il coinvolgimento dell’Autorità di Sistema Portuale in merito all’utilizzo delle sabbie depositate nel porto di Saline per interventi di ripascimento costiero, anche in relazione ai progetti urgenti in corso. Un’ipotesi che si inserisce in coerenza con le azioni del Settore Difesa del Suolo della Regione Calabria, attualmente impegnato nell’elaborazione di interventi che prevedono proprio l’impiego di quei sedimenti.
Il Tavolo si aggiornerà nella prima metà di marzo per fare il punto sugli interventi in corso e sulla concreta possibilità di utilizzare le sabbie del porto di Saline.
“È molto positiva la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti – ha dichiarato il consigliere delegato Salvatore Fuda –. Un Tavolo altamente specializzato che si conferma strumento efficace per rendere sinergica l’azione delle istituzioni preposte alla salvaguardia del territorio, condividendo strategie e iniziative sia emergenziali sia di programmazione nel breve e medio periodo”.