Arbitro aggredito in Calabria, Abodi: “Le tutele ci sono, perché non vengono applicate?”

Autore Redazione Web | ven, 13 feb 2026 12:28 | Abodi Arbitro-Aggredito Violenza-Arbitri

Le parole del ministro riaccendono il dibattito sulla sicurezza nei campi sportivi e sull’effettiva applicazione delle norme 

Dopo l’ennesima aggressione ai danni di un direttore di gara, avvenuta in Calabria durante una partita giovanile – vittima l’arbitro Di Francica – interviene il ministro per lo Sport e Giovani Andrea Abodi, che punta il dito contro la mancata applicazione delle norme a tutela di arbitri e giudici di gara.

“Arbitri e giudici di gara ancora aggrediti, soprattutto nei campionati giovanili, e non solo nel calcio. Ho voluto garantire per norma una maggiore tutela per queste figure indispensabili per lo sport, modificando – grazie al ministro e collega Nordio – l’articolo 583 quater, ma sembra che i magistrati che potrebbero intervenire non la conoscano o non la applichino. Perché?”, ha scritto Abodi sul proprio profilo X.

Il riferimento è alla modifica dell’articolo 583 quater del Codice penale, inserita nel decreto sport, che prevede pene più severe per chi aggredisce direttori di gara. In caso di lesioni gravi è prevista la reclusione da due a cinque anni; la pena sale da quattro a dieci anni per lesioni gravi e da otto a sedici anni per lesioni gravissime.

Un intervento normativo voluto per rafforzare la tutela di arbitri e ufficiali di gara, sempre più spesso bersaglio di episodi di violenza, anche nei campionati giovanili.

Le parole del ministro riaccendono il dibattito sulla sicurezza nei campi sportivi e sull’effettiva applicazione delle norme introdotte per contrastare un fenomeno che continua a destare preoccupazione nel mondo dello sport.

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