Il Comitato sottolinea inoltre i rischi legati a grandi progetti infrastrutturali come l’impianto di accumulo idroelettrico a pompaggio di acqua di mare
Un nuovo episodio di frane e smottamenti ha interessato oggi, 13 febbraio 2026, un tratto del versante della Costa Viola, tra Scilla e Favazzina, in corrispondenza della frazione di Melia. L’area colpita riguarda una strada interpoderale, utilizzata in passato dalla TIM per l’installazione di un ripetitore 5G e dall’Anas durante lavori di ammodernamento dell’Autostrada del Mediterraneo-A2.
A lanciare l’allarme è il Comitato Spontaneo per la Difesa della Costa Viola, che denuncia come questi episodi siano il segnale della fragilità estrema del territorio:
"L’essere umano continua a progettare, ma la Terra lancia un messaggio chiaro: mi riprendo ciò che mi appartiene. Dalle coste ai crinali d’altura, i segnali che l’antropizzazione deve arrestarsi o procedere con rispetto e discrezione sono ogni giorno più evidenti. Il mare e le fragili pendici dei nostri rilievi si riprendono spazi a loro sottratti da cemento e scavi."
Il Comitato sottolinea inoltre i rischi legati a grandi progetti infrastrutturali come l’impianto di accumulo idroelettrico a pompaggio di acqua di mare proposto dal colosso dell’energia Edison tra Favazzina e Melia:
"Abbiamo ripetutamente denunciato, con supporto tecnico di professionisti e accademici, che ci troviamo di fronte a un territorio caratterizzato da fragilità ed instabilità estreme. L’impatto di sollecitazioni – anche di matrice esplosiva – connesse alla realizzazione dell’impianto comporta rischi elevatissimi."
Il Comitato ricorda inoltre episodi recenti come le frane sulla SS18 del 31 gennaio 2026 e quelle odierne sulla strada che collega la costa al Monte Judice, che confermano la pericolosità del territorio.
Per questo motivo, il Comitato invita il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e tutte le istituzioni competenti a considerare questi eventi estremi nella valutazione di progetti invasivi come quello di Edison:
"Le istituzioni devono inevitabilmente tener conto di questi nuovi e ripetuti eventi che stanno interessando la nostra Regione per proteggere cittadini, ambiente e patrimonio naturale."
Il Comitato ribadisce così l’urgenza di affrontare la gestione del territorio con criteri di prudenza e rispetto della natura, evitando ulteriori danni e tutelando le comunità locali.