La comunità chiede telecamere e maggiori controlli contro l’ennesimo gesto di inciviltà
Ancora un gesto di inciviltà che ferisce non solo il decoro urbano, ma anche il rispetto dovuto ai defunti e alle famiglie. A Reggio Calabria, davanti a uno degli ingressi del cimitero di Modena, si è ripresentata una scena purtroppo già vista: cumuli di rifiuti abbandonati proprio davanti al cancello del camposanto.
Questa volta ignoti hanno lasciato pezzi di mobili, assi di legno, un materasso, diverse sedie e perfino un frigorifero. Ingombranti scaricati senza alcun pudore, a pochi metri da chi, ogni giorno, varca quell’ingresso per portare un fiore, raccogliersi in preghiera o semplicemente salutare i propri cari.
Uno sfregio doppio: all’ambiente e alla memoria dei defunti.
A denunciare con forza l’ennesimo episodio sono i fiorai che, con i loro gazebo, stazionano stabilmente davanti al cimitero.
"Non è la prima volta – raccontano – ma ogni volta fa più male. Qui entrano persone anziane, famiglie con bambini. È un luogo che merita rispetto".
I commercianti chiedono maggiori controlli, soprattutto nelle ore serali e notturne, quando presumibilmente avvengono gli abbandoni.
"Non possiamo assistere impotenti a questo scempio continuo. Servono pattugliamenti e provvedimenti concreti"- aggiungono.
All’indignazione dei fiorai si uniscono i cittadini ligi alle regole, stanchi di vedere la propria città deturpata da comportamenti irresponsabili. L’appello è chiaro: installare telecamere di videosorveglianza nei pressi dell’ingresso e intensificare i controlli da parte della polizia municipale.
"Chi sbaglia deve pagare – commenta un residente – perché non è giusto che per colpa di pochi incivili, si infanghi l’immagine di un’intera comunità".
Il problema dell’abbandono dei rifiuti ingombranti resta una piaga diffusa, ma quando a farne le spese è un luogo simbolo come il cimitero, il gesto assume un significato ancora più grave. Non si tratta solo di sporcizia, ma di mancanza di rispetto verso chi non c’è più e verso chi continua a custodirne la memoria.
Ora cittadini e operatori economici attendono risposte concrete. Perché il decoro non è un dettaglio, ma il segno di civiltà di una città.