Le condizioni meteo avverse stanno mettendo in ginocchio un settore già provato
Il maltempo torna a colpire la costa reggina e riaccende la protesta dei pescatori. A farsi portavoce del disagio è Antonio Canale, pescatore reggino, che ai microfoni di ReggioTv ha lanciato un duro appello alle istituzioni denunciando una situazione ormai diventata insostenibile.
Le ultime mareggiate hanno provocato danni significativi alle imbarcazioni ormeggiate lungo la costa di Reggio Calabria. Onde violente e raffiche di vento hanno messo a dura prova le strutture portuali e le barche dei pescatori, molte delle quali risultano danneggiate o inutilizzabili.
"Siamo stati lasciati soli», ha dichiarato Antonio Canale durante l’intervista. «Ogni volta che arriva il maltempo temiamo il peggio. Le nostre barche sono il nostro lavoro, il nostro sostentamento. Non possiamo continuare a subire danni senza alcun intervento concreto".
Nel suo intervento, Canale ha parlato apertamente di abbandono, sottolineando la mancanza di manutenzione e di opere di protezione adeguate. Secondo il pescatore, servirebbero interventi urgenti per rafforzare le infrastrutture portuali e garantire maggiore sicurezza durante le mareggiate.
"Non chiediamo privilegi – ha aggiunto – ma solo di poter lavorare in sicurezza. Ogni riparazione è una spesa enorme e spesso dobbiamo arrangiarci da soli".
Le condizioni meteo avverse, sempre più frequenti negli ultimi anni, stanno mettendo in ginocchio un settore già provato dall’aumento dei costi del carburante e dalla riduzione del pescato.
L’appello di Antonio Canale non è un caso isolato. Molti pescatori della marineria reggina condividono le stesse preoccupazioni: la necessità di interventi strutturali, ristori per i danni subiti e una maggiore attenzione da parte delle autorità competenti. Il maltempo, ancora una volta, non è solo un evento atmosferico ma un fattore che incide profondamente sull’economia locale e sulla sopravvivenza di tradizioni che da generazioni caratterizzano il territorio dello Stretto.
Ora i pescatori chiedono risposte concrete. E lo fanno con la voce di chi, ogni giorno, affida al mare il proprio futuro.