La cheiloscopia: il ruolo delle impronte labiali nell’identificazione forense

Autore Redazione Web | gio, 19 feb 2026 08:00 | Cheiloscopia Impronte Segni Identificazione

Dai segni lasciati su un bicchiere o su un mozzicone di sigaretta può emergere un elemento decisivo per l’identificazione 

Nelle indagini forensi, ogni dettaglio può diventare determinante. Un bicchiere precedentemente utilizzato e lasciato su un tavolo, un mozzicone di sigaretta o un semplice segno di rossetto su un tovagliolo possono trasformarsi in elementi chiave per risalire all’identità di una persona. L’identificazione di soggetti rappresenta infatti uno degli obiettivi principali in queste indagini, consentendo di riconoscere individui noti o ignoti, vivi o deceduti. Accanto a tecniche ormai consolidate come l’utilizzo della biologia (DNA) o la ricerca ed esaltazione di “impronte digitali“, assume sempre più rilievo lo studio delle impronte labiali quale metodo innovativo di ricerca delle fonti di prova nelle indagini giudiziarie.

Cos’è la cheiloscopia e perché è così importante

La cheiloscopia è una branca delle scienze forensi che studia i solchi presenti sul bordo vermiglio delle labbra, tecnicamente definiti sulci labiorum. La disposizione di questi solchi genera un disegno naturale, definito pattern labiale, che risulta unico per ogni individuo, come accade per le impronte digitali. Diversi studi scientifici hanno dimostrato che tale configurazione si struttura già durante la vita intrauterina, rimanendo stabile nel tempo fino al disfacimento post-mortem. Anche dopo traumi superficiali o infiammazioni temporanee, come l’herpes, le impronte tendono a rigenerarsi mantenendo la stessa struttura. Solo lesioni profonde, cicatrici estese o interventi chirurgici invasivi possono modificarne in modo permanente ed irreversibile la conformazione.

Per tali ragioni, le impronte labiali sono considerate parametri biometrici affidabili, in virtù di tre caratteristiche: unicità, stabilità e permanenza morfologica nel tempo. Queste proprietà rendono le impronte labiali uno strumento utile nelle indagini, soprattutto quando altre prove risultano assenti o difficili da analizzare, rappresentando un valido supporto complementare alle tradizionali indagini di polizia giudiziaria.

Come si formano e dove si trovano le impronte labiali


Un elemento che favorisce la formazione di tali impronte è la presenza nel bordo vermiglio di ghiandole salivari minori e ghiandole sebacee che, unite all’idratazione naturale delle labbra, permettono il rilascio di tracce latenti su diverse superfici. Le impronte, derivanti da cosmetici, residui alimentari o secrezioni naturali delle labbra, possono essere rinvenute su oggetti di uso quotidiano come bicchieri, sigarette, tessuti o documenti cartacei sotto forma di tracce visibilioppure come tracce latenti, quest’ultime rilevabili solo attraverso tecniche specifiche.

 Le tecniche di rilevamento utilizzate dagli specialisti


Per rilevare e analizzare queste tracce, gli specialisti forensi utilizzano diversi metodi. Tra i più comuni vi sono l’impiego di reagenti chimici e polveri comunemente adoperate nella dattiloscopiaper evidenziare le impronte latenti, l’applicazione di rossetto con trasferimento su supporti idonei, l’impiego della stampante a rullo e l’uso di strumenti digitali ad alta risoluzione, che consentono di acquisire, archiviare e confrontare le immagini con elevata precisione mediante software di analisi. In alcuni casi, le impronte labiali possono contenere anche materiale biologico sufficiente per l’estrazione del DNA, aumentando ulteriormente il loro valore probatorio.

La classificazione dei solchi labiali secondo Suzuki e Tsuchihashi


Un passaggio fondamentale nell’analisi cheiloscopica consiste nella classificazione dei solchi labiali. Il sistema più utilizzato è quello elaborato nel 1970 dai ricercatori Suzuki e Tsuchihashi, che distingue i solchi in sei diverse tipologie in base alla loro forma e disposizione. In particolare, la classificazione prevede:

Tipo I: scanalature verticali complete;

Tipo I’: scanalature verticali parziali;

Tipo II: solchi ramificati o biforcati;

Tipo III: solchi che si intersecano tra loro;

Tipo IV: solchi con andamento reticolare;

Tipo V: solchi di forme non classificabili nei tipi precedenti.

Questa classificazione standardizzata consente agli esperti di catalogare e confrontare le impronte secondo criteri scientifici, migliorando l’affidabilità delle analisi e la loro applicazione in ambito giudiziario.

I trattamenti estetici modificano le impronte labiali?

Negli ultimi anni, la crescente diffusione dei trattamenti estetici per l’aumento del volume delle labbra ha sollevato alcuni interrogativi sull’affidabilità delle impronte labiali come strumento identificativo. In particolare, l’aumento delle labbra con acido ialuronico ha indotto a ipotizzare che tali interventi possano alterare il disegno naturale dei solchi labiali. Uno studio scientifico condotto su un gruppo di pazienti ha analizzato le impronte labiali prima del trattamento estetico, dopo un mese e dopo tre mesi dall’iniezione del filler. I risultati hanno evidenziato un aumento dello spessore delle labbra e modifiche nella posizione delle commessure labiali, ma il pattern dei solchi è rimasto invariato in tutti i soggetti esaminati. Questo dato conferma che i trattamenti con acido ialuronico non alterano l’unicità, la permanenza e l’individualità delle impronte labiali, rafforzando il loro valore identificativo anche in presenza di interventi estetici.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nella cheiloscopia

L’evoluzione tecnologica ha contribuito in modo significativo alla crescita di questa disciplina. L’impiego di strumenti di analisi digitali e di sistemi basati sull’intelligenza artificiale consente oggi di acquisire, analizzare e confrontare rapidamente grandi quantità di dati, nonché di migliorare immagini parziali o deteriorate mediante software dedicati, aumentando l’accuratezza delle analisi e superando molte delle limitazioni dei metodi tradizionali. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico (machine learning) permette di automatizzare la classificazione dei pattern labiali, riducendo così la soggettività delle osservazioni umane durante l’analisi. Tuttavia, per rendere questa tecnica pienamente affidabile in ambito giudiziario, è necessario ampliare i database di riferimento e sviluppare protocolli standardizzati per l’analisi e la raccolta di tali impronte. Inoltre, l’accettazione legale delle prove ottenute tramite sistemi di intelligenza artificiale richiede valutazioni scientifiche rigorose e il consenso degli esperti del settore.

Dal punto di vista investigativo, le tracce labiali possono contribuire a confermare la presenza di una persona in un luogo specifico e fornire indizi utili quando altre prove sono assenti o deteriorate.

Limiti attuali e prospettive future della disciplina


Pur riconoscendone il potenziale, le tracce cheiloscopiche non sono ancora universalmente riconosciute come prove autonome. In molti ordinamenti, compreso quello italiano, le impronte labiali vengono generalmente considerate un elemento indiziario che acquisisce maggiore valore quando affiancato ad altri elementi probatori. Tale limitazione è dovuta alla mancanza di protocolli standardizzati, all’assenza di database centralizzati e alla sensibilità delle impronte a fattori esterni, come le condizioni delle labbra, le superfici di contatto e l’uso di cosmetici.

Le prospettive future della disciplina sono tuttavia promettenti. L’integrazione con tecnologie digitali avanzate, la creazione di banche dati nazionali e internazionali, la standardizzazione delle procedure, nonché la formazione specialistica degli operatori forensi, potrebbero contribuire a rendere questa disciplina sempre più affidabile e ampiamente riconosciuta.

Conclusioni: ogni traccia può fare la differenza


La cheiloscopia dimostra come anche tracce apparentemente minime possano assumere un ruolo fondamentale nelle indagini criminali, divenendo strumenti preziosi per la giustizia. Grazie ai progressi tecnologici e alla continua ricerca scientifica, le impronte labiali hanno il potenziale per assumere un ruolo sempre più rilevante nelle indagini forensi, confermando che, nella scienza investigativa, ogni dettaglio può fare la differenza e contribuire a ricostruire una storia nella ricerca della verità.

Dott. Jonathan Le Donne
Docente di Scienze Forensi

Dott.ssa Federica Luvarà
Laureata in Scienze Forensi e investigazione criminale

(Fonte TeleAesse)


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