Cumuli di spazzatura e odori nauseabondi a pochi metri da uno degli istituti più frequentati della città
Una situazione igienico-sanitaria definita «non più accettabile» quella che si registra nel quartiere Modena, a pochi metri da una delle scuole più frequentate della città. A riaccendere i riflettori sul problema è Giovanni Di Bella, che denuncia lo stato di degrado in cui ogni giorno decine di studenti sono costretti ad attendere l’autobus, tra cumuli di rifiuti e odori nauseabondi.
Secondo quanto segnalato, l’area interessata sarebbe divenuta nel tempo una sorta di isola ecologica abusiva, con evidenti ripercussioni sul decoro urbano e sulla sicurezza sanitaria.
"Non è tollerabile – afferma Di Bella – che ragazzi e famiglie debbano convivere con una simile condizione proprio nei pressi di un istituto scolastico. Servono interventi strutturali”.
Nel mirino finiscono le operazioni straordinarie di rimozione dei rifiuti, considerate dall’esponente come soluzioni tampone, onerose per le casse pubbliche e incapaci di risolvere definitivamente il problema.
"Non si può continuare con ritiri straordinari che costano migliaia di euro ai contribuenti. È necessario intervenire in modo strutturale" - sottolinea.
Due le proposte avanzate: la reinstallazione dei cassonetti nella zona oppure l’installazione di un sistema di videosorveglianza puntato sull’area oggetto di abbandono illecito.
Di Bella riferisce di aver già presentato ad alcuni amministratori una proposta tecnica dettagliata per l’installazione di un impianto di videosorveglianza dal costo complessivo di circa 1.500 euro “chiavi in mano”. Un progetto che, tuttavia, non avrebbe trovato seguito.
"Non si può sostenere che la videosorveglianza non sia installabile – ribadisce – perché in numerose città italiane questi sistemi sono già operativi e rappresentano uno strumento efficace di deterrenza contro l’abbandono dei rifiuti".
In chiusura, Di Bella rinnova la propria disponibilità a collaborare gratuitamente con l’amministrazione comunale, mettendo a disposizione competenze e documentazione tecnica per contribuire a una soluzione definitiva.
La vicenda riapre il dibattito sulla gestione dei rifiuti e sulla necessità di coniugare decoro urbano, tutela della salute pubblica e sostenibilità economica degli interventi.