Per i reggini la riqualificazione non può cancellare l’identità del quartiere
Proseguono a Reggio Calabria i lavori di riqualificazione che interessano Piazza della Pace, Viale Galileo Galilei e Viale Aldo Moro, interventi inseriti nel progetto PINQUA R.E.G.I.A., finanziato dal Programma Nazionale per la Qualità dell’Abitare.
Un piano ambizioso che punta a ridisegnare un’area strategica della città, ma che sta generando un acceso confronto tra amministrazione e cittadini, soprattutto per la rimozione di alberi maturi considerati parte dell’identità storica del quartiere.
Il cuore dell’intervento è la realizzazione della cosiddetta Watersquare in Piazza della Pace: una grande piazza d’acqua di circa 6.000 metri quadrati, progettata per la gestione sostenibile delle piogge intense.
Si tratta di una soluzione innovativa di drenaggio urbano che consente di raccogliere e regolare il deflusso delle acque meteoriche, riducendo il rischio di allagamenti in un’area particolarmente delicata dal punto di vista idrogeologico.
Oltre alla Watersquare, il progetto prevede la riqualificazione complessiva degli spazi pubblici;il miglioramento della viabilità e delle aree pedonali; interventi di ammodernamento urbano; una riorganizzazione funzionale dell’area in connessione con lo Stadio Oreste Granillo.
L’obiettivo dichiarato è duplice: migliorare la qualità della vita dei residenti e ottimizzare la gestione dei grandi flussi di persone durante gli eventi sportivi.
Accanto agli obiettivi di rigenerazione urbana, cresce però la protesta di diversi cittadini e comitati di quartiere.
Secondo quanto denunciato, nel corso dei lavori sarebbero stati rimossi numerosi alberi adulti, alcuni ritenuti “secolari” e simbolo storico dell’area. Per molti abitanti, quelle alberature rappresentavano non solo un elemento estetico, ma una memoria collettiva, un punto di riferimento per intere generazioni.
Le critiche si concentrano su diversi aspetti: la presunta assenza di un piano chiaro di sostituzione immediata delle piante abbattute; la perdita di ombra e mitigazione climatica in una zona fortemente esposta al sole; la mancanza, secondo i residenti, di un confronto pubblico preventivo adeguato.
Il termine usato da molti è forte: parlano di una vera e propria “sradica” di alberi, ritenendo che la modernizzazione non possa giustificare la cancellazione di un patrimonio verde consolidato.
Il caso di Piazza della Pace riapre un tema centrale nelle politiche urbane contemporanee: come conciliare rigenerazione, sicurezza idraulica e tutela del verde storico.
Da un lato, il progetto PINQUA R.E.G.I.A. rappresenta un investimento importante per la città, con una visione orientata alla resilienza climatica e alla riqualificazione di un’area nevralgica.
Dall’altro, la percezione di perdita identitaria e ambientale alimenta un malessere che rischia di trasformarsi in scontro politico e sociale.
Molto dipenderà ora dalla trasparenza dell’amministrazione sulle compensazioni ambientali previste, sulla riforestazione urbana e sulla reale integrazione tra nuove infrastrutture e patrimonio naturale esistente.
La sfida, per Reggio Calabria, non è solo costruire una nuova piazza d’acqua, ma farlo senza prosciugare il legame storico tra cittadini e il verde che, per decenni, ha caratterizzato il quartiere.