Lavori a Piazza della Pace, Gerardo Pontecorvo: "Il verde è memoria viva della città”

Autore Grazia Candido | gio, 26 feb 2026 09:33 | Riqualificazione-Urbana Piazza-Della-Pace Alberi Pontecorvo

Il punto di vista dello scrittore e membro di Alleanza Verdi e Sinistra. Radice dopo radice, Reggio perde la sua storia

A Reggio Calabria torna al centro del dibattito pubblico la questione del verde urbano. Le proteste dei cittadini per gli interventi di riqualificazione previsti a “Piazza della Pace”, nell’ambito del progetto  PINQUA R.E.G.I.A., finanziato dal Programma Nazionale per la Qualità dell’Abitare, riaccendono una discussione che negli ultimi anni ha già attraversato diversi quartieri della città. Alberi adulti sradicati, nuove piantumazioni ancora giovani, progetti di riqualificazione finanziati con fondi del PNRR: sono questi i nodi che dividono amministrazione e residenti.

A intervenire è il noto scrittore e membro di Alleanza Verdi e Sinistra, Gerardo Pontecorvo che offre una riflessione ampia sul significato del verde cittadino e sul rapporto tra trasformazioni urbane e memoria collettiva.

"Al di là del valore estetico – spiega – una pianta adulta è portatrice di storia. È stata messa a dimora, è cresciuta nel tempo ed è diventata parte integrante del paesaggio e della vita quotidiana dei cittadini. Sradicarla non significa solo modificare un arredo urbano, ma incidere su una memoria condivisa".

Pontecorvo richiama casi che hanno già fatto discutere, come gli interventi a Piazza De Nava o lungo Via Florio, fino agli abbattimenti più recenti nel quartiere di Santa Caterina e nel viale alberato di Catona.

"Si approvano progetti di riqualificazione – osserva lo studioso – spesso sostenuti dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma senza un reale coinvolgimento della cittadinanza. Il punto non è l’autorizzazione formale: il problema è l’approccio culturale".

Secondo il coordinatore di Alleanza Verdi e Sinistra, il limite principale sta nella mancanza di partecipazione.

"Se si vuole cambiare una piazza, prima bisogna ascoltare chi quella piazza l’ha vissuta. Le riqualificazioni non possono essere progetti fotocopia, replicati ovunque allo stesso modo, con nuove pavimentazioni e alberelli giovani che impiegheranno decenni per compensare la perdita degli alberi adulti abbattuti".

Il tema ambientale si intreccia con quello della manutenzione. Pontecorvo sottolinea come molti alberi, anche di recente piantumazione, risultino inclinati o privi dei necessari tutori.

"In una città, l’albero non è lasciato a sé stesso come in un bosco. Deve essere curato, accompagnato nella crescita. Altrimenti si crea il paradosso per cui prima non si fa manutenzione e poi, si giustifica l’abbattimento per ragioni di sicurezza".

Il sentimento prevalente tra i residenti, racconta, è lo sgomento.

"Molte persone percepiscono la rimozione degli alberi come la perdita di una parte della propria storia. Il verde non è un dettaglio ornamentale: è identità, è qualità della vita, è equilibrio ambientale".

Per Pontecorvo, la sfida non è opporsi al cambiamento in sé, ma ridefinirne il metodo.

"Riqualificare non può significare cancellare. Occorre rispetto per i luoghi e per chi li abita. Senza partecipazione e senza una visione coerente, il rischio è quello di trasformare la città in una sequenza di interventi slegati, che non dialogano con il contesto né con la memoria collettiva".

Un appello, il suo, che va oltre il singolo progetto e chiama in causa una riflessione più ampia sul modello di sviluppo urbano di Reggio Calabria: "Il verde adulto è una risorsa insostituibile. Prima di tagliare, bisogna chiedersi non solo cosa costruiamo, ma cosa perdiamo".


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