Un’altra vittima nei campi di Pizzo, Rifondazione Comunista: “Non può essere una morte invisibile”

Autore Redazione Web | mer, 11 mar 2026 07:37 | Morti-Sul-Lavoro Rifondazione-Comunista Vibo-Valentia Calabria Bracciante Migrante

La sezione calabrese e vibonese del partito interviene sulla morte del giovane migrante bracciante avvenuta pochi giorni fa

"La tragedia quotidiana delle morti sul lavoro dovrebbe essere uno dei cardini dell’agenda politica di qualsiasi governo. E invece siamo ancora qui a raccontare e a registrare la violazione dei principi costituzionali (artt. 1,2, 32, 35, 41). Del resto viviamo in una società in cui nuove forme si sono affermate nell’età dell’ipermodernismo neoliberale: dalle campagne ai magazzini della logistica, dai rider alle partite IVA impoverite, dai call center ai lavoratori migranti spesso esposti al ricatto più duro. Il lavoro ridotto a merce, il tempo di vita trasformato in profitto".

A scriverlo in una nota, dopo i recenti fatti di cronaca, è il Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea calabrese e vibonese.

"Oltre al tempo rubato - prosegue la nota - troppo spesso siamo costretti a parlare di vite rubate. Come è accaduto pochi giorni fa nella campagne di Pizzo dove a morire è stato un giovane migrante bracciante. Uno stillicidio quotidiano di cui spesso si sa poco o nulla - un morto non fa notizia - soprattutto se è un morto scomodo, capace con la sua “incauta” dipartita di rallentare la produzione. Una produzione che non deve fermarsi per alcun motivo, pena l’inceppamento dell’intero sistema. Del resto chi dipende dai documenti per la propria permanenza è spesso costretto a tacere, a non denunciare condizioni di sfruttamento, ad accettare giornate interminabili e tutele inesistenti".

"La questione delle morti sul lavoro, dunque, si intreccia inevitabilmente con quella dei diritti dei lavoratori migranti. Di fronte ad un potere, non solo politico, che nulla fa per porre fine a questa guerra contro lavoratrici e lavoratori, siamo qui a sottolineare l’esigenza di un risveglio dell’opinione pubblica, facendo appello a quei settori della società civile e politica che da sempre si sono posti in prima linea per la difesa dei diritti calpestati di milioni di donne e uomini", conclude la nota del PRC-SE.

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