Dalle macerie alla speranza: le emozioni degli ex studenti del "Boccioni" di Gallico viaggiano sui social

Autore Sergio Notaro | sab, 14 mar 2026 09:36 | Gallico Scuola-Media-Boccioni Ricostruzione Speranze Social Reggio Calabria

L'edificio scolastico è un triste esempio di incapacità politico-amministrativa. I cittadini si augurano che questa possa essere "la volta buona"

Ci sono edifici che non sono soltanto muri, corridoi e finestre. Sono memoria, crescita, identità. Per la comunità di Gallico, nella periferia nord di Reggio Calabria, la Scuola Media "Umberto Boccioni" è stata per decenni proprio questo: il luogo dove generazioni di ragazzi hanno vissuto i primi passi verso l’età adulta.

Oggi quell’edificio storico non esiste più. Le ruspe hanno quasi completato la demolizione, aprendo un capitolo nuovo dopo una storia lunga, controversa e piena di ombre. Ma tra le macerie non c’è solo polvere: c’è anche una speranza che torna a circolare tra i cittadini.

La vicenda della scuola è rimasta sospesa per oltre quindici anni. Nel 2008 l’edificio venne dichiarato inagibile, nonostante fossero stati realizzati importanti lavori di ristrutturazione. Da allora gli studenti sono stati trasferiti in locali "provvisori" a Gallico Marina, vicino al lungomare e al depuratore, mentre il Comune ha continuato a sostenere i costi di locazione. Un’attesa lunga, troppo lunga per molti, che ha gravato, e non poco, sulle tasche dei cittadini.

Ora però qualcosa sembra muoversi. Con l’avvio dei lavori di demolizione e ricostruzione, il comprensorio di Gallico intravede finalmente la possibilità di riavere la propria scuola. Se il cronoprogramma verrà rispettato, il quartiere potrà presto tornare ad avere un luogo che per decenni è stato il cuore della vita educativa e sociale del territorio.

Intanto, sui social, la notizia ha riacceso ricordi, emozioni e anche qualche ferita ancora aperta.

“È il simbolo di una ferita aperta, di uno sfregio e di una privazione portata avanti per anni a danno di una comunità. Che oggi si voglia rimediare va bene, ma tutti gli anni persi? Guardando quella foto mi vengono in mente tre P: perdita, patetica, polvere. Mettiamone una quarta: promessa”, scrive Maria Grazia su facebook.

Promessa di futuro, ma anche memoria del passato. Stefania ricorda con nostalgia gli anni trascorsi tra quei banchi, ma non nasconde l’amarezza: “Oltre ai ricordi belli c’è tanta rabbia”.

C’è chi invece guarda alle macerie con affetto e malinconia. “Quanti bei ricordi, quelli però nessuno potrà demolirli”, scrive Fortunata che riassume in poche parole il sentimento condiviso da molti ex studenti tra cui Giuseppe, Anna e Roberto: “Gli anni più belli della nostra vita”.

E poi c’è chi riesce a vedere oltre la demolizione. Laura ricorda l’adolescenza vissuta tra quelle aule: “Le prime cotte, i primi esami, le prime cose ‘da grandi’. Ma sono contenta di vederla cadere giù, perché vuol dire che finalmente tornerà a vivere di sorrisi, urla, ragazzi, colori”.

Un pensiero condiviso anche da Rita: ”Quante generazioni sono passate da lì. Un nuovo progetto porterà in vita la scuola media, cuore del nostro paese. Una grande opportunità. Speriamo il più presto possibile”.

Tra nostalgia, rabbia e speranza, il “Boccioni” continua dunque a vivere nel cuore della comunità. Oggi le ruspe cancellano il passato fatto di muri, calcinacci, promesse mai mantenute ed evidenti incapacità politiche e amministrative. Ma se gli impegni saranno mantenuti, presto al loro posto torneranno corridoi pieni di voci, campanelle che suonano e studenti che corrono verso il futuro.

Perché le scuole non sono solo edifici: sono pezzi di vita. E quelli, davvero, nessuna demolizione potrà mai portarli via.

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