Controlli specifici nella Locride e nella Piana di Gioia Tauro
Proseguono le attività di vigilanza degli ispettori del lavoro nella provincia di Reggio Calabria. Nel report relativo alla prima settimana di marzo, l’Ispettorato segnala diverse irregolarità riscontrate nei settori dell’edilizia, dell’agricoltura e del commercio, con sanzioni, prescrizioni e persino una sospensione dell’attività imprenditoriale.
Nel corso dei controlli effettuati nel comparto edile sulla Costa Jonica reggina, gli ispettori hanno individuato due imprese impegnate in distinti cantieri che stavano realizzando opere provvisionali con modalità non conformi e utilizzando materiali ritenuti non idonei. Per tali violazioni, i due titolari hanno ricevuto prescrizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in relazione alle infrazioni di natura penale previste dal Testo Unico sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008).
Sempre con riferimento alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, nella fascia tirrenica della provincia è stata contestata a un imprenditore agricolo l’omessa sorveglianza sanitaria nei confronti di un proprio dipendente.
Controlli anche nella Piana di Gioia Tauro, dove in un’attività commerciale di vendita di calzature gli ispettori hanno riscontrato la presenza di un lavoratore privo di contratto su un totale di tre dipendenti. L’azienda è stata quindi sospesa per aver superato la soglia del 10% di lavoro nero prevista dalla normativa. Per poter riprendere l’attività, il titolare dovrà procedere alla regolarizzazione del dipendente e versare 2.500 euro, oltre alla maxi sanzione per lavoro nero pari a 3.900 euro e alle ulteriori sanzioni relative alla mancata sorveglianza sanitaria e alla formazione obbligatoria.
Irregolarità anche nella Locride, dove i controlli presso un centro gomme hanno evidenziato anomalie nelle registrazioni del Libro Unico del Lavoro. Alcune ore effettivamente lavorate erano state annotate come “assenze ingiustificate”, con conseguente riduzione della retribuzione e mancato versamento dei contributi. Gli ispettori procederanno ora al recupero degli imponibili contributivi omessi e alla notifica della diffida accertativa per le somme non registrate. Per infedeli registrazioni protratte oltre i dodici mesi è prevista una sanzione amministrativa pari a 1.000 euro.
Le attività di controllo proseguiranno nelle prossime settimane su tutto il territorio provinciale, con l’obiettivo di contrastare il lavoro irregolare e garantire il rispetto delle norme in materia di sicurezza e tutela dei lavoratori.