Tre morti nel 2026 e altri due casi nel 2025: infrastrutture, velocità e scarsa visibilità sotto accusa
Un dato che preoccupa e che impone una riflessione urgente: dall’inizio del 2026, a Reggio Calabria si sono già verificati tre incidenti mortali e tutte le vittime erano pedoni.
Gli episodi si sono registrati in diverse zone della città: a Ravagnese, a Catona e, ultimo in ordine di tempo, sul Viale Calabria dove ha perso la vita una giovane donna finlandese di 29 anni, senza fissa dimora, travolta mentre si trovava sulla carreggiata.
Una sequenza di tragedie che non può essere considerata casuale. Ancora più allarmante è il quadro complessivo se si guarda indietro nel tempo: anche gli ultimi due incidenti mortali registrati nel 2025 hanno riguardato pedoni, tra cui una donna investita lungo la Strada Gallico-Gambarie.
Cinque episodi consecutivi che coinvolgono persone a piedi delineano una tendenza preoccupante, segnalando una crescente vulnerabilità dei pedoni sulle strade cittadine e periferiche.
A rendere il quadro ancora più critico sono le segnalazioni dei cittadini che, da tempo, denunciano attraversamenti poco visibili, illuminazione insufficiente in alcune arterie e una generale carenza di misure di sicurezza dedicate ai pedoni. In molte zone, infatti, marciapiedi assenti o deteriorati costringono le persone a camminare ai margini della carreggiata, aumentando il rischio di incidenti.
Si tratta di un campanello d’allarme che chiama in causa diversi fattori: dalla sicurezza delle infrastrutture stradali alla visibilità, dal rispetto dei limiti di velocità fino alla necessità di maggiori controlli. Ma anche la sensibilizzazione degli automobilisti e una maggiore attenzione da parte di tutti gli utenti della strada diventano elementi fondamentali per invertire questa tendenza.
La sicurezza stradale, oggi più che mai, diventa una priorità non più rinviabile. Servono interventi concreti, come il potenziamento dell’illuminazione pubblica, la messa in sicurezza degli attraversamenti pedonali e controlli più stringenti, per evitare che questo bilancio continui ad aggravarsi.