Parco Cartella, i Territorialisti: “No alla chiusura totale durante i lavori di riqualificazione”

Autore Redazione Web | lun, 23 mar 2026 15:00 | Parco-Cartella Reggio-Calabria

 La nota dei Territorialisti, che ribadiscono l'importanza di mantenere il parco fruibile, anche durante il cantiere

Si riaccende il dibattito attorno al futuro del Parco “Angelina Cartella” di Gallico . In vista dell'avvio degli interventi di riqualificazione, cittadini, frequentatori e rappresentanti del Centro sociale tornano a far sentire la propria voce, chiedendo con forza che i lavori vengano svolti senza interdire completamente l'accesso all'area.

Una posizione che, secondo quanto riferito, era già stata condivisa nei mesi scorsi con l'Amministrazione comunale nell'ambito di un percorso di progettazione partecipata, ma che oggi sembrerebbe essere stata rimessa in discussione. Da qui la nota dei Territorialisti, che ribadiscono l'importanza di mantenere il parco fruibile, anche durante il cantiere, sia per ragioni sociali che ambientali.

PERCHÉ I LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DEL PARCO CARTELLA VANNO EFFETTUATI SENZA CHIUDERE LO SPAZIO

Cittadini, frequentatori e militanti del parco e del Centro sociale "Angelina Cartella" di Gallico ribadiscono quanto affermato durante l'affollata assemblea di qualche giorno fa, ovvero la necessità che i lavori di riqualificazione del parco stesso, di prossimo avvio, si debbano svolgere SENZA LA CHIUSURA DELL'INTERO SPAZIO DEL PARCO. Come del resto era stato già annunciato dalla stessa Amministrazione comunale, nello spirito della progettazione partecipata già decisa.

Una decisione che invece oggi sembra essere rimessa in discussione da parte del Comune, che avrebbe deciso piuttosto di effettuare la riqualificazione, chiudendo ai cittadini e frequentatori l'intera area del parco per tutto il periodo di durata dei lavori, cioè per diversi mesi.

Eppure la stessa decisione di eseguire i lavori "a spazio aperto" con lo svolgimento delle operazioni di riqualificazione "per fasi e lotti funzionali, con attività di cantiere che interessano volta per volta i diversi ambiti del parco e relativa chiusura solo dell'area di volta in volta interessata dai lavori in corso" era stata confermata in una recente riunione, svoltasi a novembre dello scorso anno, alla presenza dell'Assessore e Consigliere delegato interessati, dei tecnici comunali e degli esperti di fiducia del CSOA Cartella e dei frequentatori del Parco, nonché degli stessi rappresentanti di abitanti del quartiere e del Centro sociale.

La decisione di eseguire i lavori per fasi e lotti diversi e "a spazio aperto" era stata ribadita non soltanto per ragioni sociali, legata ad evitare la sottrazione di uno spazio "chiave" al quartiere per diversi mesi, ma proprio per ESIGENZE DI PROGETTO, ovvero la volontà di mantenere alta la qualità ambientale e urbanistica anche nella fase esecutiva e di effettuazione dei lavori, fino alla loro ultimazione.

Il progetto esecutivo, infatti, è riuscito ad accogliere le maggiori richieste di abitanti e frequentatori dello spazio, ma proprio nella riunione suddetta era emersa la necessità di perfezionare la definizione di alcuni microambiti, e soprattutto di parti degli ecosistemi e degli apparati vegetali e arborei esistenti, "in corso d'opera", con l'ausilio continuo degli abitanti che tutti i giorni curano le strutture vegetali e arboree del parco, nonché degli esperti di tutela ambientale e di ecourbanistica, che collaborano con il Centro sociale, assolutamente necessari nella ristrutturazione di spazi ad alta intensità ecologica, oltre che sociale, come appunto avviene nella fattispecie.

Ciò per evitare il ripetersi di quanto sta avvenendo spesso oggi, specie dalle nostre parti, dove allorché toccare finalmente di poter ristrutturare parchi e aree soggette a tutela, perché ad alta densità e qualità ecopaesaggistica, i lavori sono affidati ad imprese attrezzatissime per la realizzazione di nuove opere e artificialità, ma scarsamente esperte di trattamento di ecosistemi e apparati paesistici fragili e delicati, sotto l'urto degli impatti di cantiere.

Con condizioni peggiorate poi dalla decisione di procedere appunto con la chiusura dello spazio di cantiere, invocando esigenze di rapidità dei lavori. Per scoprire alla fine di aver distrutto e cancellato proprio le migliori peculiarità ecologiche che contraddistinguono le zone verdi, ossia l'area protetta che si dovrebbe invece riqualificare.

Una circostanza che si vorrebbe evitare nel caso del Parco Cartella di Gallico.

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