Una situazione non più sostenibile per i pazienti
Nuova protesta a Reggio Calabria da parte dei pazienti dializzati che denunciano una grave carenza di posti disponibili e il mancato accreditamento dell'unico centro privato operativo in città. Una situazione che, secondo le associazioni dei pazienti, starebbe mettendo a rischio non solo la qualità della vita ma anche la sicurezza e la serenità psicologica di chi è costretto a sottoporsi a dialisi più volte a settimana.
A intervenire è Francesco Puntillo, coordinatore regionale FINTRED, che ai microfoni di ReggioTv ha lanciato un appello chiaro alle istituzioni sanitarie. Puntillo sottolinea come da oltre dieci anni l'ASP Reggio Calabria non avrebbe ancora riconosciuto ufficialmente la reale carenza di posti rene in città, nonostante le criticità ormai evidenti.
Secondo quanto riferito, in passato i posti disponibili erano circa 29, poi saliti a 38, numeri comunque ritenuti insufficienti rispetto al fabbisogno reale. “Se non viene certificata la carenza di posti – spiega Puntillo – il centro non può ottenere l'accreditamento dalla Regione Calabria e rischiare la chiusura”.
Al centro della questione anche la tenuta del sistema pubblico, con il GOM Reggio Calabria che risulta ormai saturo e non più in grado di assorbire tutte le richieste. In città, secondo i dati consigliati, sarebbero circa 150 i pazienti in dialisi: una parte seguita dal GOM, una parte dal centro privato con circa 38 pazienti attualmente trattati e 12 in lista d'attesa, mentre altri sono costretti a spostarsi verso Melito Porto Salvo o Scilla, con evidenti difficoltà logistiche.
Proprio questi spostamenti stanno generando ulteriore malcontento tra i pazienti, che parlano di una situazione “non più sostenibile” per persone già fragili e costrette a percorsi terapeutici costanti e impegnativi.