Un cuore grande come un campo da basket: in Calabria nasce il polo del Centro-Sud sulla salute mentale

Autore Redazione Web | ven, 03 apr 2026 13:02 | Salute-Mentale Cosenza Francesco-Occhiuto Hugo-Sconochini Unical

All'intitolazione della struttura, nel ricordo di Francesco Occhiuto, presente anche la leggenda della pallacanestro reggina Hugo Sconochini

di Giovanni Mafrici - Sorrisi che si mescolano a lacrime silenziose, palloni che rimbalzano accanto a parole pesanti come macigni. E poi un annuncio che diventa eredità: nascerà il più grande polo del Centro-Sud per la ricerca sulle malattie psichiche, intitolato a Francesco Occhiuto.

Si è chiusa con un abbraccio collettivo la due giorni promossa dalla Fondazione Lee di Chicco al TAU – Teatro dell’Università della Calabria. Un evento che non aveva nulla della cerimonia formale: era una casa aperta, dove chiunque ha potuto sedersi accanto al dolore e trasformarlo in qualcosa di utile.
 
“La prima serata ci ha regalato uno spettacolo profondo e autentico, capace di far sorridere e riflettere allo stesso tempo”, raccontano gli organizzatori. Matteo Sinatti ha portato sul palco esattamente quel tipo di connessione che Chicco avrebbe amato. Tutti i suoi amici più stretti ne sono convinti.

Il clou è stato il Gran Galà Lee di Chicco: una maratona di emozioni guidata da Sandro Donato Grosso, con ospiti d’eccezione come lo scrittore Federico Moccia e una leggenda del basket calabrese, Hugo Sconochini.

Sconochini, stella della Viola Reggio Calabria negli anni d’oro, è tornato dove tutto è cominciato per lui: “Tornare in Calabria è un piacere enorme. Un posto che ci ha visto nascere, crescere e diventare uomini. Ogni volta che pestiamo questo territorio è veramente, ma veramente emozionante. Stasera siamo qui per un evento importante per la Fondazione di Chicco. Lui amava il basket, uno sport fantastico".

E poi un messaggio dritto al cuore dei più giovani, quello che forse Chicco avrebbe voluto gridare più forte di tutti: “Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, anzi è un coraggio enorme. In una squadra di pallacanestro difficilmente ti lasciano da solo. Questo dovrebbe essere portato fuori dal terreno di gioco: familiari, allenatori, scuola devono avere un occhio di riguardo per chi sta soffrendo.”
 
Sul palco anche videomessaggi carichi di cuore, momenti di condivisione sulla salute mentale e sulle fragilità. Il basket, ovunque: come una colonna sonora silenziosa.

Ma la notizia più importante arriva dal futuro. In collaborazione con UniCal (l’Università della Calabria), la Fondazione Lee di Chicco realizzerà il suo progetto più ambizioso: un centro di ricerca sulla salute mentale intitolato a Francesco Occhiuto. Sarà la più grande struttura del Centro-Sud per la ricerca di base sul cervello e sulle patologie psichiche. Il progetto è già stato finanziato con 2 milioni di euro nell’ambito dell’ultima legge finanziaria.

“Il messaggio è sempre quello di perseguire le idee di Chicco: aiutare le persone e le comunità che soffrono di fragilità o malattie legate alla salute mentale. Serate come queste aiutano a sensibilizzare, aiutare e anche a finanziare, perché gli incassi andranno alla Fondazione”, hanno spiegato durante l’evento.

La due giorni non sarebbe stata la stessa senza l’accoglienza delle istituzioni. Un ringraziamento sentito è andato al Magnifico Rettore Gianluigi Greco e al Sindaco di Rende Sandro Principe per la loro ospitalità e per le parole di profonda vicinanza. Fondamentale il lavoro del direttore artistico Alfredo De Luca, che ha cucito ogni momento con sensibilità.

Ma il ringraziamento più bello, quello finale, è andato a chi non c’era fisicamente ma era ovunque: “Grazie a tutti, ma soprattutto grazie a Chicco.” Il sipario si è chiuso su un teatro pieno di amore, calore e sensibilità. Con una certezza: la salute mentale non è più un tabù, ma una missione collettiva. E in questa partita, nessuno resterà in panchina.

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