Lupi fuori controllo, allevamenti sotto attacco: Enzo Bruno incalza la Regione Calabria

Autore Redazione Web | gio, 09 apr 2026 14:23 | Lupi Calabria Agricoltura-E-Allevamenti

Il consigliere chiede alla Giunta regionale un piano operativo urgente per il monitoraggio e la gestione della fauna selvatica

Un’emergenza sempre più grave sta colpendo il comparto zootecnico calabrese: è quella legata agli attacchi di lupi e canidi, che negli ultimi mesi stanno mettendo in difficoltà numerosi allevatori, soprattutto nelle aree interne della regione.

A lanciare l’allarme è il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, che ha presentato un’interrogazione all’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, chiedendo interventi urgenti e concreti.

“Si registra una recrudescenza senza precedenti di attacchi ai danni del patrimonio bovino e ovino, in particolare nell’area della Sila ma anche in molte zone rurali dell’intero territorio regionale”, sottolinea Bruno, evidenziando come il fenomeno stia assumendo dimensioni sempre più preoccupanti.

Le conseguenze per le aziende agricole sono pesanti: perdite continue di capi, certificate dai servizi veterinari delle Asp, e un impatto economico che rischia di compromettere la sopravvivenza stessa del comparto. “Siamo di fronte a una situazione che mette in ginocchio un settore fondamentale per l’economia delle aree interne e montane”, afferma il consigliere.

Bruno richiama anche il delicato equilibrio normativo: il lupo è infatti una specie protetta, ma l’alterazione dell’ecosistema – legata anche alla gestione della popolazione dei cinghiali – sta spingendo i predatori sempre più vicino agli insediamenti produttivi, fino ad arrivare dentro le stalle.

Tra le criticità principali emerge il sistema dei risarcimenti, definito “lacunoso e disomogeneo”. “Molti allevatori che operano fuori dalle aree protette vengono esclusi, pur subendo gli stessi danni”, evidenzia Bruno.

A questo si aggiunge un ulteriore aggravio economico: i costi per lo smaltimento delle carcasse, obbligatori per legge, che ricadono interamente sugli allevatori. “Una situazione insostenibile che contribuisce all’abbandono delle attività e, di conseguenza, del territorio, con ripercussioni anche sul rischio idrogeologico”, si legge nell’interrogazione.

Per affrontare l’emergenza, il consigliere chiede alla Giunta regionale un piano operativo urgente per il monitoraggio e la gestione della fauna selvatica, con interventi mirati anche alla cattura e al trasferimento degli esemplari più problematici.

Tra le proposte anche l’uniformazione dei risarcimenti su tutto il territorio regionale, l’istituzione di un fondo speciale per coprire i costi di smaltimento delle carcasse e l’introduzione di incentivi per strumenti di difesa attiva, come recinzioni elettrificate e cani da guardiania.

“È necessario intervenire subito – conclude Bruno – per ristabilire un equilibrio tra tutela della fauna selvatica e salvaguardia delle attività produttive. Non possiamo lasciare soli gli allevatori di fronte a un’emergenza che sta assumendo dimensioni sempre più gravi”.

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