I dem richiamano la storia delle lotte operaie e chiedono risposte concrete in vista dell’estate
L’uso plurimo delle acque degli invasi calabresi torna al centro del dibattito politico. A intervenire è il Partito Democratico Calabria, guidato dal senatore Nicola Irto, che lancia un allarme sulla gestione delle risorse idriche regionali, raccogliendo le preoccupazioni espresse dalla Cia-Agricoltori Italiani.
In una nota, i dem sottolineano come “l’uso plurimo delle acque degli invasi calabresi sia un patrimonio da non disperdere”, frutto delle lotte operaie portate avanti tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta sotto la spinta del Partito Comunista Italiano e della CGIL.
Al centro della polemica, la gestione attuale dell’acqua e il rischio, denunciato dagli agricoltori, di una pianificazione inefficace in vista dei mesi estivi. Il Pd chiama direttamente in causa la Regione Calabria e il presidente Roberto Occhiuto.
“Gli agricoltori hanno denunciato il rischio di una gestione sbagliata dell’acqua. La politica ha il dovere di rispondere – affermano i dem –. Non bastano rassicurazioni di circostanza: bisogna capire se la gestione degli invasi permetta di affrontare i fabbisogni idrici dell’estate”.
Secondo il Pd Calabria, la questione non è solo tecnica ma anche profondamente politica. “Se l’acqua viene rilasciata senza una visione di medio e lungo periodo, allora esiste un problema politico. Non si può arrivare ogni estate impreparati e poi parlare di emergenza”, si legge nella nota.
Da qui la richiesta di interventi immediati: chiarimenti sulla gestione attuale degli invasi e indicazioni precise sulle misure da adottare per evitare una nuova crisi idrica.
“L’acqua è un bene pubblico essenziale – conclude il Pd Calabria – e non può essere gestita senza una direzione politica forte e lungimirante”.