36 nuovi incarichi alla Metrocity e scoppia la polemica
A un mese dal voto, la Città Metropolitana si ritrova al centro di una nuova fase di assestamento politico-amministrativo che sta facendo discutere. Nelle ultime ore, è stato infatti approvato un ulteriore pacchetto di nomine: nove nuovi componenti entreranno nello staff di supporto del sindaco metropolitano, che si sommano a una serie di incarichi già conferiti nelle settimane precedenti, portando complessivamente a un ampliamento significativo della struttura politica di vertice.
Un rafforzamento che, nei fatti, ridisegna in tempi molto rapidi l’assetto della macchina amministrativa attorno all’organo istituzionale. Tuttavia, sul piano politico la decisione sta già alimentando tensioni e critiche.
L'opposizione parla apertamente di un’espansione “imponente e accelerata” dello staff politico, sollevando dubbi sulla tempistica delle nomine e sulla reale necessità di un simile incremento a così breve distanza dalle elezioni amministrative del 24 e 25 Maggio. Il nodo centrale del confronto riguarda soprattutto la trasparenza dei criteri adottati e il peso economico complessivo della riorganizzazione.
Dagli atti emerge che i nuovi incarichi prevedono profili differenziati, con compensi variabili in base alle funzioni e alle categorie contrattuali. Alcune figure risultano impiegate a tempo pieno, altre con incarichi parziali, sempre comunque legati alla durata del mandato amministrativo. Un mosaico di posizioni che, secondo gli addetti ai lavori, rischia di appesantire ulteriormente la struttura politica attorno alla guida della Metrocity.
La maggioranza, dal canto suo, difende la scelta come un passaggio fisiologico per rendere operativa la macchina amministrativa e garantire il rispetto degli obiettivi programmatici. Ma il tema si è ormai spostato sul terreno politico, dove il confronto si sta polarizzando tra chi parla di rafforzamento necessario e chi intravede una gestione troppo estesa e rapida delle nomine.
Nei prossimi giorni, la pubblicazione dettagliata dei profili e delle deleghe affidate ai nuovi componenti potrebbe contribuire a chiarire il perimetro effettivo della riorganizzazione. Resta però aperta la questione politica di fondo: se si tratti di un potenziamento funzionale dell’ente o di una scelta, a un mese dalle elezioni del Comune di natura elettorale.