Arghillà. Nove anni dopo, da discarica a speranza: il campetto che cambia il destino di una comunità

Autore Redazione Web | sab, 02 maggio 2026 11:07 | Arghillà Campo-Sportivo -Sport-E-Sociale

Educatori, istruttori e volontari hanno trasformato un pallone in uno strumento di cambiamento

Ci sono vittorie che non finiscono con un fischio finale. Non hanno coppe da alzare, né classifiche da guardare. Sono vittorie silenziose, costruite nel tempo, giorno dopo giorno. E quella del Campetto Polivalente “Dodò Berlingeri”, inaugurato nei giorni scorsi a Modenelle, è una di quelle che restano.

Nove anni fa, quello spazio era l’emblema dell’abbandono: una discarica a cielo aperto, carcasse di auto bruciate, degrado. Un luogo dimenticato. Poi qualcosa è cambiato. Non per caso, ma per scelta.

Un primo gesto, semplice ma rivoluzionario: pulire, esserci, restare. Grazie al lavoro del Centro Sportivo Italiano e dei ragazzi del territorio, è iniziata una trasformazione lenta ma inarrestabile. Una vera e propria “partita” giocata fuori dal campo, fatta di relazioni, fiducia e presenza costante.

Oggi, quel luogo è diventato molto più di un campetto. È un presidio educativo, uno spazio di inclusione, un simbolo concreto di rinascita. Non solo cemento e reti, ma futuro.

Attorno a questo progetto si è costruita una rete forte, fatta di istituzioni e comunità. Figure come il sostituto procuratore Stefano Musolino, il garante dell’infanzia Emanuele Mattia e il prefetto Clara Vaccaro hanno accompagnato e sostenuto questo percorso, testimoniando con la loro presenza un impegno reale.

Ma il cuore pulsante resta la comunità. Dal progetto FATA, promosso dal Consorzio Ecolandia e sostenuto dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese, fino all’Azione Cattolica. E poi scout arrivati da tutta Italia, associazioni locali, volontari. Un mosaico di energie diverse unite da un obiettivo comune: dare ai ragazzi un’alternativa.

È qui che è nata la Polisportiva “Arghillà a Colori”, che oggi coinvolge oltre cinquanta giovani tra i 6 e i 18 anni. Lo sport, in questo contesto, non è solo gioco: è educazione, è riscatto, è possibilità.

Educatori, istruttori e volontari hanno trasformato un pallone in uno strumento di cambiamento. In un quartiere spesso raccontato solo per le sue difficoltà, oggi si racconta una storia diversa.

Il nuovo campetto, co-gestito dagli stessi ragazzi insieme ai volontari, segna un altro passo avanti. Non solo calcio a 5 — con l’amichevole simbolica contro l’ASD Sacri Cuori Catona — ma anche pallacanestro, grazie alla collaborazione con la Basket Pellaro. Nuove opportunità, nuove strade.

Il progetto si inserisce anche nel percorso di MapSportCSI, attivo da tre anni, che punta a rigenerare spazi e creare partecipazione attraverso lo sport.

Quella di Arghillà è una partita lunga. Non si vince in novanta minuti, e nemmeno in una stagione. Ma è una partita che vale ogni sforzo.

Perché qui non si è semplicemente costruito un campetto.
Si è costruita una possibilità.

E in un territorio dove troppo spesso si sceglie di andare via, qualcuno — nove anni fa — ha deciso di restare.

Ed è proprio da quella scelta che oggi nasce la vittoria più grande.

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