A 83 anni dal bombardamento che devastò il quartiere, l’associazione rinnova l’appello al Comune di Reggio Calabria
Il 6 maggio 1943 rappresenta una delle pagine più dolorose della storia di Reggio Calabria. In quel pomeriggio di primavera, il quartiere di Santa Caterina fu devastato dalle bombe alleate, che spezzarono le vite di decine di civili innocenti, sorpresi nelle loro case o in strada mentre cercavano rifugio.
A ottantatrè anni da quel tragico evento, l’associazione “Noi per santa Caterina” si è riunita nuovamente davanti alla stele commemorativa del quartiere per onorare il ricordo di chi non ebbe scampo. Non si tratta solo di un esercizio di memoria, ma di un atto di giustizia verso una comunità che ha pagato un prezzo altissimo in termini di sangue e sofferenza.
Tuttavia, il passare del tempo non può e non deve trasformarsi in oblio o, peggio, in indifferenza. Per questo motivo, l’associazione "Noi per Santa Caterina" rivolge un appello accorato e formale all'Amministrazione Comunale affinché la giornata del 6 maggio venga ufficialmente inserita nel calendario delle ricorrenze istituzionali della città.
È necessario che il sacrificio dei civili di Santa Caterina riceva il riconoscimento che merita, con una cerimonia che veda la partecipazione delle massime autorità cittadine ogni anno, garantendo che il testimone del ricordo passi alle nuove generazioni.
Purtroppo, dobbiamo segnalare con profonda amarezza una ferita che si aggiunge al dolore storico: lo stato di degrado in cui spesso versa l'area circostante la stele commemorativa.
È inaccettabile assistere all'inciviltà di chi, senza alcun rispetto per il luogo e per ciò che rappresenta, continua a depositare rifiuti in prossimità del monumento. Trasformare un luogo di preghiera e memoria in una discarica abusiva è un insulto alle vittime e alla dignità di tutto il quartiere.
Chiediamo ai cittadini di Santa Caterina di essere i primi custodi di questo spazio sacro e alle istituzioni di garantire una
sorveglianza e una pulizia costanti.
Onorare i morti significa, prima di tutto, avere rispetto per i luoghi in cui riposa la loro memoria. Il 6 maggio non sia solo un giorno di fiori e discorsi, ma l'inizio di un nuovo impegno civile per la cura e la dignità della nostra storia.