L'ex ministro ha ricordato con commozione quel 12 febbraio del 1980 quando era accanto al docente universitario al momento dell'agguato
Si è svolta a Locri una intensa giornata di riflessione dedicata alla figura di Vittorio Bachelet, protagonista del laicato cattolico italiano e vittima del terrorismo durante gli anni di piombo.
L’iniziativa, promossa dall’Azione Cattolica Italiana della Diocesi di Locri-Gerace, si è svolta presso il Centro Pastorale cittadino e ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, rappresentanti delle istituzioni, associazioni e giovani del territorio. Ospite d’eccezione l’ex ministro Rosy Bindi, intervenuta nel corso del convegno per ricordare l’eredità morale e civile di Bachelet.
Nel corso degli interventi è stato più volte sottolineato il valore della testimonianza del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ucciso dalle Brigate Rosse il 12 febbraio 1980 all’interno dell’Università La Sapienza di Roma. Proprio Rosy Bindi, allora sua assistente, si trovava accanto a lui nel momento dell’agguato terroristico. Un’esperienza che ha segnato profondamente il suo percorso umano e politico. Un ricordo evocato con intensa commozione durante il convegno di Locri.
Nel suo intervento, Bindi ha richiamato l’attualità del pensiero di Bachelet, invitando soprattutto le nuove generazioni a riscoprire il senso della partecipazione civile e politica come forma alta di responsabilità verso la comunità. “La sua vita - ha affermato Rosy Bindi ai microfoni di ReggioTV - ci consegna un messaggio di sobrietà, unità, fede e dialogo vissuti nella quotidianità. Bachelet era un autentico servitore dello Stato".