Dopo i casi segnalati da ReggioTV a San Sperato e Gallico Superiore, la storia si ripete nelle strade di Sbarre Centrali
A Reggio Calabria c’è una tradizione che resiste a ogni stagione dell'anno: "asfaltare oggi e scavare domani". Una pratica così consolidata da sembrare quasi un modello operativo. E infatti, dopo i casi già segnalati da ReggioTV mesi fa tra San Sperato e Gallico Superiore, dove interventi sui sottoservizi avevano compromesso strade appena rifatte, la scena si ripete identica, come una replica già vista dai cittadini.
Questa volta al centro delle proteste finiscono via Padre Pio e via Sbarre Centrali, nella periferia sud. Strade da poco asfaltate e lavori accolti con soddisfazione dai residenti. Ma l’entusiasmo è durato poco. Il tempo di vedere completato l'intervento ed ecco comparire nuovamente mezzi meccanici, cantieri e tagli del manto stradale per interventi nei sottoservizi.
Sui social la reazione dei cittadini è stata immediata. E soprattutto ironicamente esasperata. Un commento, diventato rapidamente simbolo del malcontento generale, fotografa perfettamente la situazione: "Ma è possibile che dopo anni asfaltano una strada intera, via Padre Pio e Sbarre Centrali, e il giorno dopo bucano? Ma perché chi di dovere non si coordina tra ditte e Comune? Capisco se ci fosse stata una falla, è una cosa non preventivabile, ma i lavori programmati da mesi. Volevo vedere se a casa loro fanno così... prima aggiustano e poi rompono".
La sensazione dei cittadini è quella di assistere a una gestione frammentata, dove ogni soggetto procede per conto proprio: il Comune asfalta, le aziende scavano (per carità, per motivi sacrosanti), gli automobilisti "slalomeggiano". E i contribuenti pagano due volte.