La legge nasce dall’esperienza maturata dall’allora presidente del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, Roberto Di Bella
Con il via libera definitivo del Senato, il progetto “Liberi di scegliere” diventa ufficialmente legge. Il provvedimento, approvato all’unanimità dal Parlamento dopo il precedente sì della Camera dello scorso 2 luglio, introduce uno strumento fondamentale per proteggere i minori che vivono in contesti di criminalità organizzata, offrendo loro la possibilità concreta di costruire un futuro lontano dalla cultura mafiosa.
La legge nasce dall’esperienza maturata dall’allora presidente del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, promotore di un modello che negli anni ha consentito a numerosi ragazzi e alle loro madri di sottrarsi all’influenza delle cosche attraverso percorsi di protezione e reinserimento.
Soddisfazione è stata espressa dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito il provvedimento “un tassello fondamentale per innovare la legislazione antimafia costruita da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. La premier ha sottolineato come bambini, ragazzi e donne potranno scegliere liberamente il proprio percorso di vita, con il sostegno e la protezione dello Stato.
La norma è stata inserita nel protocollo di ampliamento sottoscritto nel 2024 dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, insieme ai ministri Matteo Piantedosi, Anna Maria Bernini, Eugenia Roccella e Giuseppe Valditara, al procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, al segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana monsignor Gianluca Marchetti, all’associazione Libera e ad altre realtà del mondo sociale.
Per il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, si tratta di “un risultato importante che afferma un principio decisivo: nessun figlio deve essere condannato a ereditare le regole e le appartenenze criminali dei propri genitori”. Un modo, ha aggiunto, per onorare il sacrificio di quanti hanno perso la vita nella lotta contro le mafie.
Anche la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo ha parlato di “una legge forte e giusta, nata dal coraggio di chi ha deciso di spezzare il destino che la criminalità voleva imporre”, evidenziando come il provvedimento rappresenti “la vittoria della libertà” e della presenza dello Stato nei territori più difficili.
Tra le voci che hanno accolto con favore l’approvazione della legge c’è anche quella di Filippo Pollifroni, presidente dell’Associazione Don Lorenzo Milani ed ex giudice onorario del Tribunale per i Minorenni, che ha espresso il proprio plauso per un provvedimento ritenuto di straordinaria importanza.
«Questa legge rappresenta una conquista di civiltà – afferma Pollifroni – perché mette finalmente al centro il diritto dei bambini e dei ragazzi di poter scegliere una vita diversa da quella imposta dalla criminalità organizzata. È il riconoscimento del grande lavoro svolto in questi anni dal presidente Roberto Di Bella e da tutti coloro che hanno creduto che il cambiamento fosse possibile. Offrire una possibilità concreta ai minori significa investire sul futuro delle nostre comunità e costruire una società più giusta e libera dalle mafie».