Bronzi di Riace, 54 anni dalla scoperta: il mito che rende grande la Calabria

Autore Martina Licastro | dom, 16 ago 2026 07:31 | 54Esimo-Anniversario Ritrovamento Bronzi Di Riace

Dal mare di Riace al Museo Archeologico di Reggio Calabria: due guerrieri diventati patrimonio culturale e identitario della regione

Cinquantaquattro anni fa il mare di Riace Marina restituiva alla Calabria uno dei suoi tesori più preziosi. Era il 16 agosto 1972 quando il subacqueo romano Stefano Mariottini individuò, a circa otto metri di profondità, le due statue dei guerrieri greci risalenti al V secolo a.C.

Una scoperta destinata a cambiare per sempre la storia culturale della regione. I Bronzi di Riace sono entrati nell’immaginario collettivo come uno dei simboli più riconoscibili della Calabria, capaci di richiamare ogni anno migliaia di visitatori.

Oggi sono custoditi, nella loro bellezza eterna, al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dove continuano a rappresentare uno dei tesori più preziosi del patrimonio archeologico calabrese.

Al di là delle ipotesi, delle interpretazioni e delle leggende sulle loro origini e sulla loro storia, i Bronzi restano un patrimonio culturale di straordinario valore, testimonianza di una Calabria profondamente legata alla storia del Mediterraneo e della Magna Grecia.

Nel corso degli anni, attorno ai due guerrieri sono nate numerose iniziative dedicate alla loro valorizzazione e alla promozione del patrimonio calabrese, tra cui il "Mese dei Bronzi di Riace - La Calabria del Mito", promosso dalla Regione Calabria dal 4 al 16 agosto proprio per celebrare questo importante anniversario.

A 54 anni da quella scoperta, i Bronzi continuano dunque a raccontare una storia che appartiene alla Calabria e al mondo: due figure riemerse dal mare e diventate, nel tempo, parte dell’identità stessa della regione.

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