Cuzzupi (UGL): «Serve un patto tra formazione e lavoro. La scuola costruisce le competenze, l’impresa aiuti a trasformarle in esperienza»

Autore Giorgia Rieto | lun, 31 ago 2026 11:30 | Cuzzupi Scuola

Da qui la proposta di costruire un vero e proprio Patto tra istruzione e lavoro, nel quale anche le imprese possano assumere un ruolo

Rilanciare l’istruzione professionale e, in particolare, gli istituti alberghieri, costruendo un rapporto più stretto tra scuola e mondo del lavoro. È questa la proposta avanzata da Ornella Cuzzupi, Segretario Nazionale UGL Istruzione, a margine di un incontro dedicato al futuro della formazione professionale.

«Ci sono segnali che arrivano dalla scuola e meritano di essere colti e trasformati in riflessione concreta», sottolinea Cuzzupi, evidenziando come il dibattito sviluppatosi attorno al rilancio dell’istruzione professionale rappresenti «un’occasione da non perdere» per affrontare una questione centrale per il futuro dei giovani e dei territori.

Per l’UGL Istruzione, la formazione professionale deve tornare a essere considerata una scelta di valore, capace di unire la dimensione educativa e culturale a concrete opportunità di inserimento lavorativo.

«Abbiamo bisogno di una formazione che, senza rinunciare alla funzione educativa e culturale, orienti i giovani verso un futuro di realizzazione professionale e rappresenti una ricchezza per il mondo del lavoro e per i territori», afferma Cuzzupi.

Particolare attenzione viene rivolta agli istituti alberghieri, al centro anche del manifesto “Salviamo gli Alberghieri”, sostenuto da una comunità spontanea di lavoratori del settore. «Non si tratta soltanto di salvarli – evidenzia Cuzzupi – ma di capire come rilanciarli affinché diventino un importante volano capace, attraverso i giovani da essi formati, di valorizzare le produzioni e l’identità dei territori».

In questo percorso, centrale resta il ruolo della scuola e di chi ogni giorno vi lavora. Docenti, insegnanti tecnico-pratici (ITP) e personale scolastico rappresentano, secondo l’UGL, il primo patrimonio su cui investire.

«La scuola deve fornire conoscenze e strumenti solidi», spiega Cuzzupi. «Negli istituti professionali, negli Alberghieri in particolare, la competenza di questi lavoratori è parte essenziale di quel ponte tra sapere e saper fare che dobbiamo rafforzare».

Da qui la proposta di costruire un vero e proprio Patto tra istruzione e lavoro, nel quale anche le imprese possano assumere un ruolo più strutturato nel percorso formativo. L’obiettivo è permettere agli studenti di confrontarsi con le dinamiche professionali e trasformare le conoscenze acquisite sui banchi in esperienza concreta.

Cuzzupi guarda inoltre alla possibilità di un maggiore coinvolgimento economico del mondo imprenditoriale. «Perché non immaginare una partecipazione più forte e strutturata delle imprese del settore anche nel sostegno agli istituti alberghieri?», chiede il Segretario Nazionale UGL Istruzione.

La proposta è quella di affiancare alle risorse pubbliche, che devono continuare a rappresentare il pilastro fondamentale, un Fondo dedicato agli Istituti Professionali Alberghieri, alimentato anche attraverso forme di partecipazione volontaria, trasparente e regolamentata da parte delle aziende del comparto. Laboratori moderni, attrezzature e dotazioni tecnologiche potrebbero così diventare un investimento diretto sulla qualità della formazione e sul futuro del settore.

Il rapporto tra scuola e impresa, però, dovrà essere costruito attraverso regole chiare e precise, soprattutto per garantire la tutela degli studenti.

«Il giovane è sempre e comunque una persona in formazione», ribadisce Cuzzupi. «L’esperienza in azienda deve insegnare, accompagnare e responsabilizzare, non sostituire il lavoro ordinario né diventare una forma di sfruttamento».

La prospettiva indicata dall’UGL è dunque quella di una collaborazione nella quale scuola e impresa mantengano ruoli distinti ma complementari: la prima chiamata a costruire conoscenze e competenze, la seconda a contribuire alla loro trasformazione in esperienza professionale.

«Scuola e impresa devono quindi completarsi. La prima fornendo sapere e competenze, la seconda contribuendo a trasformarli in esperienza», conclude Cuzzupi, richiamando anche le parole del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sul valore civile e umano dell’istruzione professionale, che deve essere considerata al pari degli altri percorsi scolastici.

«Proprio per questo – conclude Cuzzupi – siamo immediatamente disponibili a confrontarci con chiunque voglia contribuire alla costruzione di una nuova prospettiva per i giovani e per il futuro produttivo del Paese».

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