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Emergenza carceri a Reggio, il Sappe denuncia: "Ad Arghillà agenti costretti a dormire in celle riadattate"

Autore Redazione Web | mar, 01 set 2026 15:45 | Carceri Arghillà Sappe Reggio Calabria Criticita

Sopralluogo dei segretari Durante e Ciccone: "Situazione inaccettabile e gravi criticità. Il personale è sotto pressione"

Una delegazione del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), guidata dal segretario generale aggiunto Giovanni Battista Durante, ha visitato gli istituti penitenziari di Reggio Calabria per accertare le gravi criticità strutturali e gestionali che gravano sul personale. La situazione appare particolarmente complessa a seguito del provvedimento del Ministero della Giustizia che ha disposto l'accorpamento delle due carceri cittadine in un unico istituto, introducendo la mobilità del personale tra le strutture e generando forti disagi operativi.

Nel corso dell'ispezione, Durante ha posto l'accento sulle precarie condizioni logistiche della struttura di Arghillà, dove, in mancanza di una caserma vera e propria, gli agenti sono costretti a dormire in celle detentive riadattate. "È una cosa veramente inaccettabile che andrebbe risolta al più presto", ha dichiarato Durante, inquadrando il caso reggino all'interno dell'emergenza nazionale che vede oltre 15 mila detenuti in eccedenza e una carenza di organico di circa 4 mila agenti. Questo scoperto costringe spesso un singolo poliziotto a vigilare su un centinaio di ristretti, esponendo il personale al rischio costante di aggressioni, che in tutta Italia superano quota duemila all'anno. Da qui la sollecitazione a dotare le forze dell'ordine di strumenti di difesa idonei come il taser.

A confermare il quadro di forte sofferenza locale è intervenuto anche il segretario regionale del Sappe, Francesco Ciccone. Ciccone ha rimarcato come la fusione amministrativa metta insieme "due istituti totalmente lontani tra di loro, con tante difficoltà", per i quali non è stato ancora definito il documento di contrattazione decentrata utile a stabilire le regole di distribuzione del personale. Gli istituti reggini scontano una carenza di circa cento unità di Polizia Penitenziaria su una pianta organica prevista di 305 agenti, aggravata dalla complessa gestione dei detenuti affetti da patologie psichiatriche.

Riconoscendo lo sforzo e l'abnegazione del personale in servizio, la sigla sindacale auspica la convocazione a breve di un tavolo di confronto istituzionale per individuare interventi concreti e tempestivi.

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