Una passione nata quasi per caso e diventata una professione: dai primi eventi tra amici ai palchi internazionali, passando per pregiudizi e sacrifici
Trent’anni, una passione nata dall’infanzia e un percorso costruito tra sacrifici, pregiudizi, viaggi e grandi palchi internazionali. È la storia di Federica Caracciolo, DJ reggina che ha trasformato una curiosità nata quasi per caso in un vero e proprio mestiere, arrivando a esibirsi in alcuni dei club più importanti di Calabria e Sicilia e a portare la propria musica anche fuori dall’Italia.
Fede oggi ha 30 anni, ma il suo rapporto con la musica nasce molto prima dell’arrivo della console.
"Ho iniziato a suonare come DJ nel 2021, ma in realtà la musica fa parte della mia vita da sempre" - racconta. Da bambina suonava infatti l’arpa nell’orchestra del maestro Roberto Caridi, mentre la danza e la ginnastica hanno continuato ad alimentare il suo legame con la musica e con il mondo dello spettacolo.
Dopo sei anni vissuti a Milano, Federica è tornata in Calabria e ha iniziato ad organizzare eventi. La svolta è arrivata quasi per caso, grazie a una console che apparteneva al suo fidanzato.
"Ho iniziato a fare delle feste in garage, compleanni e serate tra amici. Quella console mi ha incuriosita. Così ho cominciato a studiare, ad ascoltare musica, a capire come funzionava e poi sono arrivati i primi eventi".
Quella che inizialmente sembrava soltanto una curiosità si è trasformata rapidamente in una passione e, successivamente, in una professione.
La voglia di crescere ha portato Federica ben presto fuori dai confini di Reggio Calabria e della stessa regione.
La curiosità per la produzione musicale l'ha spinta a realizzare le prime tracce e a collaborare con Blanco y Negro, storica etichetta discografica spagnola attiva da quasi quarant'anni, che nel corso della sua storia ha pubblicato lavori di numerosi artisti di rilievo.
Proprio attraverso questa collaborazione sono arrivati anche alcuni dei primi importanti ingaggi internazionali: Amsterdam, Belgio, Londra e Parigi.
Parallelamente, Federica ha costruito la propria presenza nei club di Calabria e Sicilia, esibendosi in alcune delle realtà più importanti del territorio.
Il suo percorso l'ha portata inoltre a collaborare con diversi nomi della scena internazionale, tra cui Deborah De Luca, Marzinotto, Fasano, Federico Scavo e Christian Marchi.
Uno degli ultimi momenti più significativi della sua carriera è stato proprio l'apertura del DJ set di Deborah De Luca.
"Per me è stato un grande onore. Deborah è una delle DJ italiane più conosciute a livello internazionale. Quando ho saputo che avrei aperto il suo DJ set mi sono messa a piangere per un giorno intero".
Come spesso accade, anche il sogno di Fede ha avuto un'immagine precisa davanti agli occhi. Durante alcuni festival all'Afrobar di Catania aveva visto esibirsi Nina Kraviz (pseudonimo di Damela Ayer, disc jockey, produttrice discografica e cantante russa).
"È stata la prima DJ che ho visto su quel palco e, guardandola, ho pensato: chissà se un giorno sarà possibile arrivare anch'io lì".
Cinque anni dopo, quel pensiero è diventato realtà. Fede è salita su un palco importante accanto a un'artista di grande rilievo internazionale.
"È stata un'emozione fortissima, perché in quel momento ho capito di aver realizzato qualcosa che qualche anno prima sembrava soltanto un sogno".
Il percorso internazionale continua anche quest'anno. Federica si prepara infatti a tornare per la terza volta all'Amsterdam Dance Event (ADE), uno degli appuntamenti più importanti al mondo per la musica elettronica, in programma dal 21 al 25 ottobre.
Una presenza che assume un significato ancora più importante considerando il suo percorso e le sue origini.
"In Calabria, attualmente, sono l'unica donna ad avere le credenziali per partecipare a questo festival" - racconta con orgoglio.
Dietro i risultati, però, c'è una parte della storia fatta di difficoltà.
Fede racconta senza esitazioni quanto sia stato difficile, soprattutto nei primi anni, essere presa sul serio in un ambiente prevalentemente maschile.
"Essendo una donna ho dovuto dimostrare non il doppio, ma il triplo. Inizialmente, non vieni presa sul serio. Ho dovuto studiare il doppio, apprendere più velocemente e dimostrare continuamente il mio valore".
I primi due anni sono stati segnati da pregiudizi, porte chiuse e critiche. A questo si sono aggiunti anche gli attacchi sui social.
"Gli haters su Instagram e Facebook mi hanno demolito completamente. Poi, con il tempo, ho imparato a superare anche quello".
La risposta ai pregiudizi, alla fine, è arrivata attraverso il lavoro e i risultati.
"Essere donna non deve significare che ti chiamano perché sei donna. Io voglio essere chiamata perché sono brava".
Quello del DJ, spiega Fede, è tutt'altro che un lavoro semplice o improvvisato. Dietro le serate e i palchi c'è una quotidianità fatta di viaggi, poco sonno e sacrifici.
"Non dormi mai nel tuo letto perché sei sempre in viaggio, dormi poco. È una vita molto sacrificante. Ho dovuto dedicare tutto il tempo e tutte le forze esclusivamente alla musica, perché è un lavoro che richiede veramente tutta te stessa".
Un impegno che trova le proprie radici anche nella famiglia. Il padre, infatti, ha sempre avuto un rapporto con la musica, suonando basso, chitarra e pianoforte.
Oltre alle performance dal vivo, Federica ha scelto di dedicarsi anche alla produzione.
Tra i suoi lavori c'è una traccia intitolata “Toi”, che lei stessa definisce semplicemente "una traccia del caos", senza un significato specifico legato al titolo.
Importante è stata anche la collaborazione con l'artista spagnolo Pinto Picasso, che ha portato il brano a sfiorare quota quattro milioni di ascolti su Spotify.
Un risultato che conferma come il percorso partito da Reggio Calabria sia ormai riuscito a raggiungere un pubblico molto più ampio.
Guardando al futuro, però, la giovane DJ non pensa soltanto a nuovi palchi e nuove produzioni. Uno dei suoi sogni più grandi è quello di trasmettere ciò che ha imparato alle nuove generazioni.
"Mi piacerebbe insegnare ai bambini questo mestiere. I piccoli apprendono molto più facilmente e credo che sarebbe bello poter portare questo tipo di formazione anche nelle scuole".
L'idea è quella di creare una vera e propria scuola o un corso dedicato alla musica elettronica e al DJing, rendendo più accessibile un mondo che ancora oggi non è sufficientemente conosciuto.
C'è infine un altro aspetto che Federica tiene particolarmente a sottolineare: quello sociale.
"Questo è un lavoro serio" - precisa, ricordando anche il proprio sostegno ad associazioni locali e alle iniziative rivolte ai ragazzi con disabilità che praticano basket.
Per Fede, dunque, la musica non è soltanto divertimento, luci e grandi palchi. È anche disciplina, studio, sacrificio e possibilità di creare qualcosa per gli altri.
Da quella bambina con l'arpa alla DJ che oggi vola tra Amsterdam, Londra, Parigi, Belgio, Calabria e Sicilia, il percorso di Federica Caracciolo racconta una cosa soprattutto: i sogni possono cambiare forma, ma quando vengono coltivati con studio, coraggio e sacrificio possono davvero diventare realtà.