La segretaria generale della CISL Scuola Ivana Barbacci: “Numeri alla mano emergono luci e ombre”
La situazione delle assunzioni nella scuola presenta segnali positivi, ma anche criticità profonde che continuano ad alimentare il fenomeno del precariato. A tracciare il quadro è Ivana Barbacci, segretaria generale della CISL Scuola, che invita a leggere i numeri senza forzature e a intervenire sulle principali emergenze del sistema.
Il dato incoraggiante riguarda la percentuale di posti disponibili coperti quest’anno con assunzioni a tempo indeterminato. Secondo i numeri comunicati dal ministro, la copertura si attesterebbe intorno all’80%, quasi dieci punti percentuali in più rispetto allo scorso anno.
Ma accanto a questa crescita restano «ombre molto dense», soprattutto sul fronte del sostegno. Il numero di posti da coprire attraverso contratti precari continua infatti a essere estremamente elevato. L’organico di diritto prevede circa 128 mila posti di sostegno, una cifra che, secondo la CISL Scuola, non rispecchia il reale fabbisogno.
A dimostrarlo sono i numeri dell’anno scorso: complessivamente sono stati attivati quasi 275 mila posti di sostegno, più del doppio rispetto a quelli potenzialmente copribili attraverso personale di ruolo. Una distanza che evidenzia la necessità di rivedere profondamente la programmazione degli organici.
La situazione appare particolarmente critica anche in alcune regioni del Nord, dove restano scoperti numerosi posti nella scuola dell’infanzia e primaria. In Lombardia, ad esempio, su 4.292 posti disponibili sono stati assunti in ruolo 2.088 insegnanti. In Veneto, invece, gli assunti sono stati 924 a fronte di 1.315 posti disponibili.
Per Barbacci occorre quindi intervenire su due fronti: da una parte adeguare gli organici al reale fabbisogno delle scuole, dall’altra rafforzare la formazione dei docenti della scuola primaria specializzati, soprattutto nelle aree del Paese dove la loro presenza risulta insufficiente.
Il rischio, in assenza di interventi strutturali, è quello di continuare a ricorrere in maniera massiccia al lavoro precario. Una situazione che la CISL Scuola considera non più sostenibile e che, sottolinea Barbacci, è già stata oggetto di rilievi anche in ambito comunitario.
Problemi analoghi, seppure con caratteristiche differenti, riguardano il personale ATA. Secondo il sindacato sarebbe necessario eliminare il limite previsto dalla legge alle assunzioni a tempo indeterminato: attualmente è possibile coprire soltanto i posti lasciati vacanti dai pensionamenti, mentre restano esclusi altri posti effettivamente disponibili.
Un vincolo che rischia di rendere strutturale una quota elevata di lavoro precario anche tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.
«Sarebbe ora che tutti, e prima di tutto governo e forze politiche, si rendessero conto dell’importanza delle mansioni svolte dal personale ATA per il buon funzionamento della scuola», è il richiamo della segretaria generale della CISL Scuola.
La richiesta, dunque, è chiara: adeguare gli organici alle reali esigenze degli istituti e rimuovere i vincoli che impediscono di garantire una maggiore stabilità del personale. Perché dietro i numeri delle assunzioni e dei posti vacanti c’è una questione che riguarda direttamente la qualità e il funzionamento quotidiano della scuola.