J’Outamà Trio, il dialogo tra tradizione e musica colta conquista il MArRC

Autore Redazione Web | ven, 04 set 2026 19:03 | Marrc J’outamà-Trio

Quarto e ultimo appuntamento della rassegna dedicata alla “Fontana ferma” di Piero Pizzi Cannella, tra strumenti popolari, repertorio classico e sperimentazione

Musica, arte e cultura al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. Sulla terrazza del MArRC si è svolto il quarto e ultimo appuntamento della rassegna musicale dedicata alla fontana ferma di Piero Pizzi Cannella, con i J’Outamà Trio protagonisti di un incontro tra musica, storia e territorio.

Cesare Minniti per ReggioTv ha intervistato Carmelo Geraci, Silvana Urso e Gianandrea Caruso, componenti del trio, il direttore artistico della rassegna Giacomo Farina e la funzionaria del Ministero della Cultura Elena Nicolò.

"Il nostro gruppo nasce per un incontro fra uno strumento popolare e uno strumento colto come l’arpa, quasi per caso. Da lì la curiosità ha fatto sì che approfondissimo il repertorio e le sperimentazioni, spaziando tra musica popolare e musica colta", ha raccontato Geraci.

Un percorso di ricerca costruito anche attraverso il confronto tra i musicisti: "Insieme ricerchiamo nuove armonie timbriche attraverso un ascolto reciproco che ci accomuna durante le esecuzioni", ha spiegato Urso.

Caruso ha invece portato nel progetto il contributo delle composizioni di Gurdjieff dei primi del Novecento: "Ho portato anche un suggerimento rispetto al repertorio".

A caratterizzare il trio è proprio l’incontro tra strumenti e linguaggi differenti: "È un gruppo un po’ atipico: lo strumento della tradizione del nostro territorio, l’organetto diatonico, insieme a due strumenti classici. È un azzardo, probabilmente, ma è anche una bella avventura", ha sottolineato Farina.

La serata ha chiuso una rassegna iniziata a luglio: "È un appuntamento che celebra la fontana ferma di Piero Pizzi Cannella, grazie alla preziosa collaborazione con la Fondazione Orcinus Orca", ha spiegato Nicolò, evidenziando come le aperture straordinarie del Museo rappresentino: "un’importante occasione per visitare le collezioni, ma anche un momento di incontro e condivisione".

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