Madonna della Consolazione, le bande reggine fuori dai festeggiamenti: "Una tradizione dimenticata"

Autore Redazione Web | ven, 11 set 2026 11:23 | Festa-Della-Madonna Maestro-Caridi Bande Musica

Per la prima volta le cinque bande musicali del territorio comunale non figurano nel programma ufficiale della festa patronale


C'è un silenzio strano che rischia di calare sulle imminenti festività in onore della Madonna della Consolazione. Un silenzio amaro, che contrasta con la devozione e con quell'esplosione di suoni, colori e fede che da secoli accompagna i giorni più importanti per la comunità reggina. Per la prima volta nella storia della città, le bande musicali locali saranno completamente assenti dal programma ufficiale dei festeggiamenti.

A sollevare il caso, con una voce sola e compatta, sono i cinque complessi bandistici del territorio comunale: la Banda Musicale Città di Reggio Calabria, la Banda Musicale "A. Santamaura" di Ortì, l'Associazione Culturale - Complesso Bandistico "Euterpe" di Catona, la Banda Musicale "Religione e Patria" di Archi e il Complesso Bandistico "San Demetrio" di Mosorrofa.

Un'assenza che pesa sulla memoria storica

Per comprendere la portata di questa esclusione basta guardare al passato. Il legame tra la musica delle bande e la Festa della Madonna della Consolazione è viscerale. Tutti i reggini ricordano i celebri "Concerti del Martedì" in Piazza Italia, dove storicamente si esibivano le rinomate "bande da giro", la gioiosa sfilata della domenica mattina lungo il Corso Garibaldi e, soprattutto, la presenza solenne dei musicisti subito davanti o dietro il quadro della Patrona nelle processioni del Sabato e del Martedì.

Quest'anno, invece, la musica sembra aver preso altre strade. «Si è pensato a tutto – spiegano con rammarico i rappresentanti dei gruppi musicali – dai grandi concerti pop, ai grandi spettacoli di fuochi d'artificio,.Una macchina organizzativa imponente che ha dimenticato l’mportanza di salvaguardare una delle nostre  più belle e secolari tradizioni popolari».

Una dimenticanza che brucia, ma su cui le bande vogliono mantenere un atteggiamento costruttivo e distensivo: «Vogliamo credere che si sia trattato semplicemente di una svista o di una dimenticanza legata all'enorme mole di lavoro che Palazzo San Giorgio sta affrontando in questi mesi frenetici di preparazione».

La protesta garbata ma fermissima delle bande reggine non si ferma però alla sola presenza durante i giorni della festa. I maestri e i musicisti chiedono con urgenza un incontro con il Sindaco e con l'Amministrazione Comunale per chiarire un altro nodo cruciale per il futuro culturale della città: la nascita della Banda Musicale Comunale.

Nel mese di maggio scorso, infatti, il Consiglio Comunale ha approvato ufficialmente il Regolamento per la costituzione della Banda dell'Ente. Da allora, tuttavia, il bando  relativo non è mai stato pubblicato, lasciando il progetto bloccato sui tavoli burocratici. «Siamo certi che il Sindaco e l'intera Amministrazione provvederanno subito a dare seguito a queste nostre richieste. Siamo convinti che finora ci sia stata solo una scarsa consapevolezza dell'impatto di questa decisione sulla nostra storia locale.

Le bande musicali non sono semplicemente gruppi di musicisti chiamati ad accompagnare una processione o ad animare una festa. Sono una parte viva della storia e dell’identità culturale di Reggio Calabria, custodi di tradizioni che si tramandano di generazione in generazione e che, attraverso la musica, continuano a parlare alla comunità.

Ma il valore delle bande va ancora oltre la tradizione. Le associazioni bandistiche rappresentano soprattutto un importante presidio educativo e sociale, capace di avvicinare tanti ragazzi alla musica, alla disciplina, all’impegno e alla condivisione. Entrare in una banda significa imparare ad ascoltare gli altri, rispettare i tempi, assumersi una responsabilità e comprendere che il risultato nasce dalla collaborazione di tutti. È una vera scuola di vita, oltre che di musica.

Per questo motivo, sostenere le bande significa investire nei giovani e nel futuro della città. Significa offrire ai ragazzi un’opportunità concreta di crescita, sottraendoli all’isolamento e dando loro uno spazio nel quale esprimere talento, creatività e senso di appartenenza. Significa, soprattutto, non permettere che un patrimonio culturale costruito in decenni di sacrifici venga lentamente disperso.

La vicenda della Festa della Madonna della Consolazione può dunque diventare l’occasione per aprire un confronto serio e costruttivo tra l’Amministrazione Comunale e le realtà bandistiche del territorio. L’auspicio è che la musica possa tornare ad avere il posto che merita nelle celebrazioni cittadine e che il progetto della Banda Musicale Comunale possa finalmente trasformarsi da regolamento approvato a realtà concreta.

Reggio Calabria ha bisogno di cultura, di tradizioni e di occasioni capaci di coinvolgere le nuove generazioni. E ha bisogno anche delle sue bande musicali, perché quando una banda suona non si ascoltano soltanto delle note: si ascolta la storia di una comunità, il suo presente e, soprattutto, la speranza che quella storia possa continuare.

L’auspicio, dunque, è che questo silenzio possa presto essere interrotto dalla musica e che dalle istituzioni arrivi un segnale concreto di attenzione. Perché una città che investe nella propria cultura e nei propri ragazzi è una città che guarda con fiducia al futuro.


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