Questa mattina il sindaco Francesco Cannizzaro ha incontrato i portatori della Vara prima di salire con loro verso la Basilica dell’Eremo
C’è un modo semplice, ma profondamente significativo, per dare inizio a una festa: esserci.
Questa mattina il sindaco Francesco Cannizzaro ha voluto incontrare i portatori della Vara nel momento in cui, di buon mattino, si sono riuniti nella loro sede per prepararsi a raggiungere la Basilica dell’Eremo e affidare alla Madonna della Consolazione le speranze e le attese della comunità.
Un incontro fatto di gesti semplici e sinceri: qualche scatto, una parola, una stretta di mano e soprattutto un abbraccio sentito, di quelli che raccontano più di tante dichiarazioni ufficiali.
Il sindaco ha voluto condividere con i portatori proprio quel momento particolare della giornata in cui, prima ancora che la festa entri nel vivo, si respira già l'emozione di una tradizione che torna a rinnovarsi.
"Ci tenevo tantissimo a partecipare a questo momento così sentito dei portatori - ha sottolineato il primo cittadino, che ha poi scelto di salire con loro sull'autobus diretto alla Basilica dell'Eremo.
Un gesto di vicinanza che assume un significato ancora più forte perché compiuto accanto a chi, ogni anno, vive la festa della Madonna della Consolazione con un coinvolgimento che va ben oltre l'aspetto organizzativo.
I portatori si ritrovano quando la città è ancora immersa nelle prime ore del mattino. Si preparano, si salutano, si ritrovano. Poi tutti insieme salgono sugli autobus per raggiungere l'Eremo.
E quest'anno c'è anche un particolare che accompagna questo viaggio: i bus sono stati serigrafati con le immagini della Madonna della Consolazione.
Non semplici mezzi di trasporto, dunque, ma un primo segno visibile di una festa che comincia a prendere forma e che accompagnerà la comunità lungo le giornate dedicate alla Patrona.
Sul volto dei portatori, questa mattina, c'era tutta l'attesa di un appuntamento che ritorna ogni anno e che, proprio perché si rinnova, porta con sé emozioni sempre nuove.
C'è la gioia di ritrovarsi, il senso di appartenenza, la responsabilità di una tradizione custodita e tramandata. E c'è soprattutto la fede, quella che porta a salire all'Eremo per affidare alla Madonna ciò che ciascuno custodisce nel cuore.
Il viaggio in autobus diventa così il primo passo di un cammino che non è soltanto fisico. È un cammino di fede. Un cammino che il sindaco ha scelto di condividere insieme ai portatori, mettendosi accanto a loro, senza formalità, in un momento intimo e particolarmente sentito.
Arrivati alla Basilica dell'Eremo, l'affidamento alla Patrona assume il significato più autentico dell'inizio delle festività mariane: consegnare alla Madonna le speranze della comunità, le attese delle famiglie, le preoccupazioni di chi attraversa un momento difficile e le tante intenzioni che ognuno porta con sé.
Da qui, idealmente, comincia la festa. Non dai grandi appuntamenti, non dalle luci o dalle celebrazioni, ma da una comunità che si ritrova e si mette in cammino. E forse proprio per questo l'immagine più bella di questa mattina rimane quella di un sindaco che incontra i portatori, li saluta, si ferma con loro, condivide qualche fotografia e un abbraccio e poi sale sul loro stesso autobus.
Un piccolo gesto, ma capace di raccontare una grande appartenenza. Dalla sede dei portatori alla Basilica dell'Eremo, insieme alla Madonna della Consolazione, prende così il via il tempo più atteso della devozione mariana.