La presidente AGESS e caregiver racconta le difficoltà per garantire la continuità delle terapie al figlio e dell’assistenza alla zia
"Non solo mala sanità, in Calabria si muore anche di burocrazia". È il grido d’allarme di Silvana Ruggiero, presidente AGESS e caregiver, che affida a una lunga testimonianza la denuncia delle difficoltà incontrate nell’ottenere la continuità di servizi sanitari destinati a persone con patologie croniche e non guaribili.
"Un malato grave cronico, ogni 6 o 12 mesi, deve rinnovare il piano terapeutico per poter usufruire di servizi di vitale importanza. La burocrazia e la sua inerzia non garantiscono una celere continuità delle cure", scrive Ruggiero.
Al centro della sua denuncia c’è innanzitutto la situazione del figlio, che necessita di terapia respiratoria: "Il piano è scaduto e abbiamo dovuto aspettare che si riunisse l’UVM per la valutazione. Il rinnovo è stato approvato il 7 settembre, ma a oggi il servizio non è ancora ripreso. È dalla metà di agosto che mio figlio non usufruisce di questa importante terapia".
Una situazione analoga, racconta, riguarda anche una zia che vive con lei, affetta da demenza, allettata e con gravi piaghe da decubito: "Ho rinnovato anche per lei il piano per le cure infermieristiche, ma ad oggi nulla".
Ruggiero parla della propria esperienza personale, ma sottolinea come il problema possa riguardare molte altre famiglie: "So che tante persone si trovano nella stessa condizione. Ovviamente denuncerò tutto agli organi giudiziari competenti, ma non è possibile che per vedere garantito un diritto si debba denunciare".
Nel suo appello anche le difficoltà nel riuscire a ottenere informazioni dagli uffici: "È impossibile avere informazioni. Non rispondono al telefono, dicono di inviare una email e che poi richiameranno. Ma dove viviamo? Cosa dobbiamo fare per avere una giustizia sanitaria?".
Una situazione che, secondo Ruggiero, aggiunge ulteriore peso alla quotidianità di chi assiste persone fragili: "Oltre al dolore, alle sofferenze, alle preoccupazioni, alle notti insonni e alla stanchezza, dobbiamo lottare anche con una burocrazia assurda".
La presidente AGESS conclude con un messaggio rivolto alle istituzioni: "Questo mio appello, questa mia denuncia, magari vi farà il solletico. Ma ricordatevi: mai mettervi contro una mamma ferita per un figlio".