Le parole scritte da Domenico Suraci, in una lettera giunta alla redazione di ReggioTv
«Sono costretto a ritornare, mio malgrado, sulla questione della disabilità».
È questo l'incipit della lettera giunta alla redazione di ReggioTV e firmata da Domenico Suraci, referente del Comitato 2077 di Futuro Nazionale di Reggio Calabria e presidente di un'associazione che si occupa di persone con disabilità. Suraci interviene nel dibattito seguito alle recenti dichiarazioni del Generale sul tema della disabilità, precisando di non avere competenze giuridiche per entrare nel merito della questione, ma di parlare da persona che vive quotidianamente il problema: «Sono anche il papà di un giovane ragazzo disabile. Per questo, rifiuto ogni speculazione sulle dichiarazioni espresse dal Generale in materia di disabilità».
Nella sua lettera, Suraci racconta di aver conosciuto direttamente le difficoltà, i costi economici e il peso morale che una situazione di disabilità comporta per una famiglia. Un'esperienza che lo ha portato ad approfondire le problematiche vissute da altre famiglie e a contribuire alla costituzione di un'associazione per persone con disabilità, della quale oggi è presidente.
Da qui nasce, spiega, una maggiore consapevolezza delle difficoltà quotidiane e, allo stesso tempo, una critica nei confronti della politica. «Ieri, da parte del centrodestra – ma potrei scrivere anche da parte del centrosinistra – sono arrivati strali contro Futuro Nazionale. Tutti a gridare allo scandalo, al pericolo ghettizzazione dei giovani disabili, tutti contro le dichiarazioni del Generale, ma nessuno a recitare il mea culpa», scrive Suraci. Nel mirino finiscono quindi le amministrazioni e, più in generale, l'attenzione riservata alla disabilità al di là dei momenti di confronto politico. Suraci chiama in causa sia il centrosinistra sia il centrodestra e chiede ai rappresentanti politici citati nella lettera, Benedetto e Roscioli, «cosa hanno fatto i loro rispettivi partiti per lenire le difficoltà di chi si deve spostare con una sedia a rotelle o comunque con incapacità di deambulare».
L'attenzione si concentra soprattutto sulle barriere architettoniche e sulla mobilità: «Numerosi Comuni hanno ancora dei muri invalicabili, scale come montagne da scalare, parcheggi selvaggi per le strade che impediscono la deambulazione dei disabili. E i semafori con i segnalatori per gli ipovedenti o per i ciechi che fine hanno fatto?».
Un quadro, quello descritto da Suraci, che secondo il presidente dell'associazione dimostrerebbe la necessità di affrontare il tema della disabilità con interventi concreti e continuativi, evitando che diventi oggetto di discussione soltanto quando emergono polemiche politiche. La conclusione della lettera è rivolta al sindaco Cannizzaro: «Ecco, caro Sindaco Cannizzaro, a cosa sono servite le parole del Generale! Sono servite a risvegliare la coscienza di chi parla e tratta questi argomenti solo quando la politica lo comanda e il momento elettorale lo richiede». L'appello di Suraci è dunque a spostare il confronto dalle dichiarazioni alle soluzioni concrete, ponendo al centro le esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie e le difficoltà che, ancora oggi, devono affrontare quotidianamente per muoversi e vivere pienamente gli spazi della città.