Il primo Festival Italiano di Cardiff parla reggino

Autore Redazione Web | lun, 28 set 2026 10:14 | Festival-Italiano Cardiff Artisti Nduja

Dalla ’nduja alle musiche dello Stretto: imprenditori, sapori e artisti calabresi protagonisti nella capitale gallese


Ci sono radici che la distanza non indebolisce. Al contrario, diventano più profonde e si trasformano in energia, impresa e desiderio di condividere la propria identità.

Domenica 20 settembre 2026, nel cuore del Galles, Reggio Calabria e la Calabria sono state protagoniste in occasione della prima edizione del Cardiff Italian Festival, che si è svolta al Tiger Yard di Cardiff dalle 12 alle 18.

È stata una giornata dedicata alla musica, alla cultura, alle tradizioni e alle eccellenze gastronomiche del nostro Paese. Un evento dal cuore italiano, ma con un’anima fortemente reggina e calabrese.

Secondo il resoconto dell’evento, sono stati registrati 1.221 ingressi. A inaugurare la manifestazione con il taglio del nastro è stata la dott.ssa Bruna Chezzi, vice console onorario d’Italia a Cardiff. La partecipazione ha riunito la comunità italiana e quella gallese.

A promuovere e organizzare il festival sono l’Associazione Imprenditori Italiani in Galles – AIIG (Italians in Wales) e MondoItaliano, insieme al reggino Salvatore Varà e al Calabrisella Group, tra i principali promotori dell’iniziativa.

Il programma ha previsto musica dal vivo, intrattenimento, degustazioni, stand e la partecipazione di numerose realtà italiane presenti nel Regno Unito.

Non è stato soltanto un appuntamento gastronomico, ma un luogo d’incontro tra comunità, generazioni e territori: un modo per raccontare l’Italia attraverso le persone che, anche lontano da casa, continuano a custodirne la cultura e a promuoverne i valori.

Calabrisella, oltre vent’anni di storia italiana a Cardiff

Tra le esperienze al centro del festival c’è quella del Calabrisella Group, una realtà che vanta oltre vent’anni di storia a Cardiff.

Un lungo percorso imprenditoriale fondato sulla passione per la ristorazione, sulla qualità dei prodotti e sulla volontà di far conoscere in Galles la cucina italiana e, in particolare, quella calabrese.

Il progetto è portato avanti dai tre soci Salvatore Varà, Angelo De Meo e Domenico Ventura, tutti profondamente legati alle proprie origini. Nel corso degli anni Calabrisella è cresciuta fino a diventare una realtà articolata, presente nella ristorazione, nella gelateria artigianale, nella produzione e nella distribuzione.

Calabrisella, però, non è soltanto il nome di un gruppo imprenditoriale. È una storia di lavoro, sacrifici, visione e appartenenza. È il racconto di chi è riuscito a costruire qualcosa di importante lontano dalla propria terra senza smettere di portarla con sé.

In oltre vent’anni di attività a Cardiff, la Calabria è rimasta il punto di partenza e il filo conduttore di questa esperienza: nei sapori, nell’accoglienza e nel modo di intendere la tavola come luogo d’incontro e condivisione.

Al festival Calabrisella ha portato tutto questo. Non soltanto i propri prodotti, ma una storia italiana e calabrese che, nel tempo, è diventata parte della città gallese.

La ’nduja, simbolo di una Calabria che lascia il segno

Nel menu del festival non poteva mancare uno dei prodotti più riconoscibili e identitari della regione: la ’nduja calabrese.

Con il suo carattere deciso, il colore intenso e il sapore inconfondibile, la ’nduja è stata molto più di un ingrediente. È diventata il simbolo di una Calabria autentica, generosa e passionale, capace di farsi conoscere e ricordare anche a migliaia di chilometri di distanza.

Attraverso il cibo, il pubblico gallese ha potuto scoprire una parte della storia e delle tradizioni del Sud Italia. Perché ogni sapore porta con sé una memoria: le tavole delle famiglie, le ricette tramandate, i paesi d’origine e quel legame con la propria terra che nessuna distanza riesce davvero a cancellare.

Cinque imprenditori italiani uniti in Galles

Dietro l’AIIG c’è un gruppo di cinque imprenditori provenienti da diverse regioni italiane: Salvatore Varà ed Ernesto Rappoccio, entrambi di Reggio Calabria; Carlo Algieri, originario di Cosenza; Robert Maggi, pugliese; e Luca Montuori, campano.

L’associazione nasce con l’obiettivo di mettere in rete imprenditori, professionisti e aziende italiane presenti in Galles, favorendo nuove collaborazioni e promuovendo contemporaneamente la cultura, le tradizioni e l’eccellenza italiana.

Anche in questo progetto la Calabria occupa un posto centrale. Non soltanto per la presenza dei suoi imprenditori, ma per la capacità di trasformare l’esperienza dell’emigrazione in crescita, collaborazione e costruzione di nuovi ponti.

Il festival ha rappresentato quindi anche il risultato di una comunità imprenditoriale capace di fare rete e di trasformare le singole esperienze professionali in un progetto condiviso. 

Da Reggio Calabria a Cardiff con le musiche dello Stretto

La presenza reggina non si è fermata all’organizzazione e alla cucina.

Direttamente da Reggio Calabria è arrivato un gruppo di amici e musicisti che ha portato sul palco di Cardiff i suoni, l’energia e l’allegria della terra dello Stretto.

A comporre la formazione sono stati Davide Varà, Pietro Turco, Marco Denisi, Salvatore Varà e Giuseppe Pizzimenti.

Il loro viaggio ha avuto un significato che va oltre l’esibizione musicale. Attraversare l’Europa per suonare a Cardiff ha significato portare con sé un pezzo di Reggio: le sue voci, le sue feste, la sua spontaneità e quella particolare nostalgia che accompagna chi vive lontano, ma continua a sentire vicina la propria terra.

Le note dello Stretto hanno incontrato così il pubblico gallese e gli italiani residenti nel Regno Unito, e hanno trasformato il festival in un momento di festa, memoria e appartenenza condivisa.

Tra i suoni arrivati dalla Calabria, la tarantella ha dato ritmo alla festa e coinvolto le due comunità.

MondoItaliano, da oltre vent’anni al fianco degli italiani all’estero

Accanto all’AIIG c’è stata MondoItaliano, associazione di volontariato attiva da oltre vent’anni nella promozione della cultura, dell’arte, della lingua, delle tradizioni e dei diritti degli italiani nel mondo.

Alla giornata ha preso parte anche Alessandro Gaglione, presidente di MondoItaliano e del COMITES di Londra, insieme a Salvatore Varà, referente dell’associazione in Galles e tra i promotori del festival.

La sua lunga esperienza rappresenta una delle fondamenta del festival. Più di due decenni di attività, relazioni e iniziative hanno contribuito a mantenere vivo il legame tra le comunità italiane all’estero e la loro terra d’origine.

La collaborazione tra MondoItaliano, AIIG e Calabrisella riunisce così tre esperienze differenti ma complementari: l’associazionismo, l’imprenditoria e una storia di ristorazione italiana e calabrese radicata da oltre vent’anni nella città di Cardiff.

Percorsi accomunati dalla stessa volontà: raccontare l’Italia attraverso le sue persone, le sue imprese e le sue tradizioni, costruendo legami capaci di superare ogni distanza. 

Da Reggio Calabria il sostegno di Tonino Quattrone e M5D Group

A completare questo ponte tra Reggio Calabria e Cardiff è il contributo di Tonino Quattrone, imprenditore reggino che ha scelto di continuare a vivere e lavorare nella propria città.

Attraverso il M5D Group, realtà da lui fondata, Quattrone ha deciso di sponsorizzare e patrocinare digitalmente tutte le attività di MondoItaliano e dell’Associazione Imprenditori Italiani in Galles – AIIG, mettendo a disposizione del progetto le competenze e il sostegno dell’intero gruppo.

Per il Cardiff Italian Festival il suo contributo ha riguardato le attività digitali, web e stampa, per raccontare l’evento e far arrivare anche in Italia le immagini, le storie e le emozioni della sua prima edizione.

Il suo impegno non riguarda soltanto la comunicazione della giornata del 20 settembre. Il patrocinio digitale di Tonino Quattrone e del M5D Group accompagna le attività delle due organizzazioni, con l’obiettivo di aiutarle a raggiungere un pubblico sempre più ampio e a rafforzare il collegamento tra l’Italia, il Galles e le comunità italiane all’estero.

Un sostegno che parte da Reggio Calabria e arriva fino a Cardiff, dimostrando come anche il digitale possa avvicinare territori lontani, valorizzare le comunità e trasformare radici condivise in nuove opportunità di collaborazione.

Un ponte tra Calabria e Galles

Il Cardiff Italian Festival è stato molto più di una manifestazione gastronomica. Ha rappresentato un ponte tra territori geograficamente lontani, ma uniti dalle storie, dal lavoro e dall’impegno delle persone.

In questa prima edizione Reggio Calabria e la Calabria sono state ancora una volta protagoniste.

Lo sono state attraverso gli oltre vent’anni di storia del Calabrisella Group a Cardiff e il percorso imprenditoriale di Salvatore Varà, Angelo De Meo e Domenico Ventura. Lo sono state attraverso il lavoro dell’AIIG e l’esperienza ultraventennale di MondoItaliano. Lo sono state grazie al contributo digitale, web e stampa di Tonino Quattrone e al sostegno dell’intero M5D Group.

Lo sono state nel carattere deciso della ’nduja, nei piatti preparati per il pubblico e nelle note dei musicisti arrivati dalla terra dello Stretto.

Il 20 settembre Cardiff ha parlato italiano. Ma tra i profumi, i volti, le storie e la musica del festival si è sentita forte la voce di una terra capace di attraversare i confini senza perdere la propria identità.

E quella voce ha avuto, ancora una volta, l’accento di Reggio Calabria.


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