Anoia, inaugurato il Centro d’accoglienza “Madre Pasqua Condò”: una porta aperta alla speranza

Autore Giorgia Rieto | lun, 28 set 2026 13:20 | Anoia Caritas

La cerimonia si è svolta domenica 27 settembre, in occasione della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato

Una targa svelata, una porta che si apre e una famiglia che attraversa simbolicamente la soglia della propria nuova casa. Sono immagini che raccontano più di tante parole il significato dell’inaugurazione del Centro d’accoglienza “Madre Pasqua Condò”, aperto ad Anoia Superiore negli spazi dell’ex Delegazione Municipale di via Reggio Emilia.

La cerimonia si è svolta domenica 27 settembre, in occasione della 112ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, e ha segnato la conclusione di un progetto nato dalla collaborazione tra la Caritas diocesana e il Comune di Anoia.

Dopo la benedizione impartita dal vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Giuseppe Alberti, è stata scoperta la targa dedicata a Madre Pasqua Condò, cofondatrice delle Suore Missionarie dell’Evangelizzazione.

Il momento più significativo della giornata è arrivato quando una delle famiglie accolte attraverso i Corridoi Umanitari ha aperto simbolicamente la porta dell’abitazione destinata ad accoglierla. Un gesto semplice, ma capace di racchiudere il senso profondo dell’iniziativa: offrire non soltanto un luogo sicuro in cui vivere, ma l’opportunità di ricominciare.

“Oggi non stiamo soltanto aprendo una porta, consegnando delle chiavi o presentando alla comunità delle stanze ristrutturate. Oggi inauguriamo una possibilità”, ha sottolineato il direttore della Caritas diocesana e Migrantes, diacono Michele Vomera.

Una possibilità, ha spiegato, per chi arriva da lontano di “sentirsi nuovamente a casa” e per una famiglia di iniziare una nuova fase della propria vita.

Il progetto, infatti, guarda oltre la prima accoglienza. “Questa casa deve essere un punto di partenza, non un punto di arrivo”, ha aggiunto Vomera, indicando tra gli obiettivi l’accompagnamento verso l’autonomia attraverso l’apprendimento della lingua italiana, l’inserimento lavorativo, la scuola, la tutela della salute e la conoscenza del territorio.

“La carità autentica non trattiene, la carità rende liberi”, ha ribadito il direttore della Caritas, sintetizzando così la filosofia alla base del nuovo centro.

L’intitolazione a Madre Pasqua Condò lega la struttura alla storia religiosa e sociale della comunità. A ricordarne la figura è stata suor Loreto Bigay, vicaria generale delle Suore Missionarie dell’Evangelizzazione, che ha avuto modo di conoscere personalmente la cofondatrice.

“Accogliere significa prima di tutto riconoscere l’altro”, ha affermato suor Loreto, richiamando la necessità di comunicare attraverso i gesti un messaggio semplice ma fondamentale: “Ti vedo, ti ascolto, la tua storia conta, la tua dignità conta, non sei solo”.

Particolarmente significativo anche l’intervento di don Giuseppe Calimera, che ha vissuto l’inaugurazione nel giorno della conclusione del suo ministero di parroco ad Anoia, prima del trasferimento a Cittanova.

“Ringrazio Dio che mi fa concludere questo mio ministero di parroco in mezzo a voi con questo gesto di carità”, ha affermato, richiamando l’importanza di essere cristiani “non con le parole, ma con i fatti” e definendo Anoia “un paese che accoglie”.

Il sindaco di Anoia, Alessandro De Marzo, ha ricordato il ruolo dell’amministrazione comunale nella realizzazione del progetto, a partire dalla scelta di mettere a disposizione l’ex Delegazione Municipale.

In meno di due mesi, lo spazio è stato trasformato in una casa destinata all’accoglienza. Un’esperienza che, secondo quanto annunciato dal primo cittadino, potrebbe rappresentare soltanto il primo passo: l’amministrazione intende infatti proseguire su questa strada, valutando la possibilità di mettere a disposizione altre strutture comunali per nuovi progetti di solidarietà.

A chiudere la cerimonia è stato il vescovo mons. Giuseppe Alberti, che ha riportato il significato dell’iniziativa al cuore del messaggio cristiano: “La carità è il cuore della vita cristiana”.

Per il Vescovo, l’accoglienza non può fermarsi all’ospitalità materiale, ma deve tradursi in una “concreta integrazione”, fatta di gesti quotidiani: un saluto, una parola, una visita e la capacità di riconoscere nell’altro una persona, al di là del colore della pelle e della provenienza.

Il nuovo Centro d’accoglienza “Madre Pasqua Condò” nasce così con l’obiettivo di essere molto più di un semplice tetto. La struttura vuole accompagnare le persone accolte verso un percorso di autonomia, favorendone l’inserimento nella comunità e la piena partecipazione alla vita sociale del territorio.

E alla fine, più delle parole, è stata proprio quella porta aperta dalla famiglia destinata a vivere nella struttura a racchiudere il significato della giornata: non soltanto l’inaugurazione di un edificio, ma l’inizio di una nuova storia di accoglienza, solidarietà e speranza per Anoia.

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