L'iniziativa, promossa da Anassilaos in sinergia con la Biblioteca "Pietro de Nava", ha visto come relatrice Antonella Postorino
La storia e l'evoluzione delle fontane di Reggio Calabria sono state il tema centrale di un incontro che ha visto come protagonista l'architetto Antonella Postorino. L'iniziativa culturale è stata promossa dall'Associazione Culturale Anassilaos in sinergia con la Biblioteca "Pietro de Nava".
La ricerca presentata non si limita al passato, ma offre una panoramica che arriva fino ai giorni nostri, analizzando l'aspetto architettonico e l'uso quotidiano di questi monumenti. Come spiegato dalla relatrice, l'indagine sulle fontane storiche serve per comprendere l'evoluzione del tessuto urbano, ricordando inoltre "la presenza copiosa di acqua nella nostra città, che non è poco". Oltre al valore estetico, il focus dell'incontro è stato il profondo significato aggregativo di questi spazi. "Dal punto di vista sociale le fontane rappresentavano un elemento indispensabile per la comunità, perché attorno a una fontana potevano succedere tante cose, tanti incontri, tanti dibattiti", ha sottolineato l'esperta durante il suo intervento.
L'analisi storica si scontra tuttavia con la realtà odierna, in cui la cultura della fontana sembra essersi affievolita nel tempo. Rispondendo al diffuso scetticismo legato all'attuale gestione delle risorse idriche, Antonella Postorino ha chiarito che "ci sono tanti modi per recuperare l'acqua e per rimetterla in circolo all'interno di una fontana". L'auspicio finale emerso dall'incontro è quello di un recupero sia urbano che sociale: se in passato le fontane ricoprivano un ruolo di primissimo piano nella quotidianità cittadina, ancora oggi si dovrebbe tornare a puntare su questo "elemento indispensabile per le nostre piazze e per la nostra città".