Ospite il giornalista Francesco Verderami, protagonista della lectio magistralis “Il diritto di restare”
A impreziosire l’appuntamento è stata la lectio magistralis di Francesco Verderami, giornalista ed editorialista del Corriere della Sera e direttore scientifico de L’Oro di Calabria, che ha affrontato il tema “Il diritto di restare”, ponendo al centro della riflessione il rapporto tra giovani, formazione e territorio.
Ai microfoni di Reggio TV, il rettore Giuseppe Zimbalatti ha ricordato anche il contributo del comico Filippo Caccamo, di origini reggine, capace di affrontare con ironia alcuni temi profondi.
«Il comico Filippo Caccamo, di origini reggine, ha saputo sorridere su quei concetti fondamentali», ha sottolineato il rettore, richiamando il valore di una riflessione che ha saputo unire momenti istituzionali e linguaggi differenti.
Verderami: «Piantiamo semi per il futuro della nostra regione»Particolarmente significativo l'intervento di Francesco Verderami, che ha espresso soddisfazione per l'invito ricevuto dall'Università.
«Sono onorato per questo invito da parte dell'Università – ha dichiarato ai microfoni di Reggio TV – e poi ci tenevo molto perché attraverso questi dottori noi piantiamo dei semi per il futuro della nostra regione».
Un messaggio che si lega direttamente al tema della lectio: la possibilità per i giovani altamente formati di costruire il proprio futuro senza essere necessariamente costretti a lasciare la propria terra.
Caccamo: «Una vita in movimento»A portare una prospettiva personale sul tema della mobilità è stato Filippo Caccamo, che ha raccontato la storia della propria famiglia e le origini calabresi.
«Io sono figlio di un riggitano che ha preso ed è andato in Val Camonica, che ha iniziato a fare il supplente», ha raccontato Caccamo, descrivendo una storia familiare segnata dagli spostamenti.
«È una vita in movimento, un lusso propositivo noi troviamo equilibrio nell'incertezza».
Parole che hanno contribuito ad ampliare la riflessione sul rapporto tra partenza e permanenza, tra il desiderio di costruire nuove esperienze e quello di mantenere un legame con la propria terra.
La cerimonia dei dottori di ricerca si è così trasformata in un momento di riflessione più ampia sul futuro della Calabria e sulle nuove generazioni, con l'Università chiamata a svolgere un ruolo centrale nella formazione di competenze e nella costruzione di opportunità per i giovani.