Calabria, protesta contro il caro carburante: presidi e blocchi stradali a singhiozzo in tutta la regione

Autore Giorgia Rieto | lun, 28 set 2026 15:42 | Protesta-Agricoltori Calabria Gallo

Circa duemila manifestanti coinvolti nella mobilitazione “L’Italia scende in piazza”

È scattata questa mattina in tutta la Calabria la mobilitazione “L’Italia scende in piazza”, promossa contro il caro carburante e la crisi del settore agricolo. La protesta, organizzata dal Movimento Popolare Nazionale insieme a Popolo di Calabria, Movimento Territorio e Agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo Agricoltori del Crotonese e Comitati Riuniti Agricoli – Cittadini Italiani, sta coinvolgendo diversi territori della regione.

Secondo le prime stime, sono circa duemila i manifestanti impegnati nei vari presidi. La mobilitazione si sta sviluppando attraverso blocchi stradali a singhiozzo e presidi, garantendo il passaggio ai mezzi di emergenza e di soccorso.

Il presidio di Crotone

Tra i punti maggiormente partecipati c'è quello di Crotone, in località Passovecchio, dove si sono radunate circa 400 persone. Nel corso della giornata si sono registrati alcuni momenti di tensione, immediatamente rientrati e senza conseguenze.

A guidare la mobilitazione sono Giancarlo Greco e Antonio Zangari, promotori del Movimento Popolare Nazionale, che hanno ribadito le ragioni alla base della protesta.

«La protesta nasce dagli agricoltori ma riguarda tutti: pescatori, autotrasportatori e famiglie condividono lo stesso caro carburante, le importazioni sleali da Paesi privi dei nostri standard e lo squilibrio tra i prezzi riconosciuti alla produzione e quelli al dettaglio», hanno dichiarato.

Gli organizzatori hanno quindi rivolto un appello alla calma e alla responsabilità, invitando i partecipanti a mantenere una linea pacifica.

«Invitiamo tutti a una protesta strettamente civile. Chiediamo la massima tranquillità e rivolgiamo un invito aperto a tutte le famiglie affinché si uniscano a noi in modo pacifico. Da Cosenza a Roma, non ci fermeremo finché non avremo ottenuto risposte concrete», hanno aggiunto Greco e Zangari.

Gallo: «Rivendicazioni sacrosante»

Sulla mobilitazione è intervenuto anche Gianluca Gallo, assessore all'Agricoltura della Regione Calabria, che ha definito «sacrosante» le rivendicazioni avanzate da agricoltori e cittadini.

«Le rivendicazioni e le proteste di agricoltori e cittadini, frutto dei gravi disagi derivanti dall’aggravarsi degli scenari internazionali e dalle ripercussioni sui prezzi di petrolio e materie prime energetiche, sono sacrosante e meritano di essere attentamente considerate», ha affermato Gallo.

L'assessore ha quindi richiamato la responsabilità delle istituzioni, a partire da Governo e Regioni, sulla necessità di individuare ulteriori strumenti di sostegno.

«Non lasciare nulla di intentato» è la linea indicata da Gallo, che sottolinea la necessità di adottare ogni misura utile a garantire la sopravvivenza e lo sviluppo del comparto agroalimentare, considerato strategico per l'occupazione e l'economia nazionale e regionale.

La Regione, ha concluso l'assessore, continuerà il lavoro già avviato, nella consapevolezza della necessità di «ricercare soluzioni ancor più incisive» rispetto alle misure finora adottate.

La protesta prosegue dunque nei diversi presidi calabresi, con gli organizzatori che chiedono risposte concrete sul costo del carburante, sulle difficoltà del comparto agricolo e sulle condizioni economiche che, secondo i promotori, stanno coinvolgendo una platea sempre più ampia di lavoratori e famiglie.

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