A finire sotto la lente sono, in particolare, lo spegnimento notturno dei Postamat e le limitazioni all'accesso al contante al di fuori degli orari di apertura degli uffici postali
La sicurezza non può tradursi in isolamento. È questo il punto centrale della presa di posizione della CGIL e dello SPI CGIL – Area Metropolitana, sede di Polistena, che esprimono forte preoccupazione e netta contrarietà per le conseguenze che le recenti misure adottate da Poste Italiane stanno producendo in diversi comuni dell’entroterra reggino.
A finire sotto la lente sono, in particolare, lo spegnimento notturno dei Postamat e le limitazioni all'accesso al contante al di fuori degli orari di apertura degli uffici postali. Una situazione che, secondo le organizzazioni sindacali, interessa numerosi centri della provincia, tra cui Polistena, Cinquefrondi, Melicucco, San Giorgio Morgeto, Anoia, Maropati, Galatro, Giffone, Feroleto della Chiesa, Laureana e Candidoni.
Una scelta che rischia di avere ripercussioni soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione. Nei territori dell'entroterra, già alle prese con collegamenti insufficienti e con la distanza dai principali centri urbani, la possibilità di utilizzare un Postamat nelle ore serali può rappresentare una necessità concreta, soprattutto per chi non dispone di un'automobile o non è più nelle condizioni di guidare.
«Un Postamat non accessibile nelle ore serali – sottolineano CGIL e SPI CGIL – può significare molto più della semplice impossibilità di effettuare un prelievo. Per chi non possiede un'auto o non è più in grado di guidare, prelevare nelle ore serali non rappresenta una comodità, ma può costituire una necessità concreta».
Particolare preoccupazione viene inoltre espressa per quanto segnalato ad Africo, dove si sarebbe verificata un'indisponibilità di liquidità proprio in occasione del pagamento delle pensioni, costringendo i cittadini ad attendere prima di poter riscuotere quanto loro dovuto.
Su questo episodio le organizzazioni sindacali chiedono a Poste Italiane di fare chiarezza sulle ragioni dell'accaduto e, soprattutto, di adottare tutte le misure necessarie affinché situazioni analoghe non si ripetano. Criticità relative alla disponibilità di contante, viene evidenziato, sarebbero state segnalate anche in altri comuni della provincia, con disagi che si presenterebbero a rotazione.
Da qui la richiesta a Poste Italiane di intervenire sull'organizzazione dei servizi nei piccoli comuni, individuando soluzioni in grado di garantire contemporaneamente sicurezza e accessibilità.
Secondo CGIL e SPI CGIL, infatti, «non si può chiedere ai pensionati di pagare il prezzo delle difficoltà organizzative o delle emergenze legate alla criminalità». Le organizzazioni chiedono quindi un ripensamento delle modalità di gestione dei servizi, attraverso il potenziamento dei sistemi di sicurezza, della videosorveglianza e delle misure di protezione, ma anche attraverso una gestione delle scorte di contante adeguata alle esigenze effettive della popolazione.
La protesta, intanto, è già arrivata sul territorio attraverso una raccolta firme promossa da CGIL e SPI CGIL nei comuni interessati. L'obiettivo è raccogliere le istanze di cittadini e pensionati e portarle all'attenzione delle istituzioni.
Le sottoscrizioni saranno successivamente trasmesse alla Direzione provinciale di Poste Italiane, ai sindaci dei comuni coinvolti e, per conoscenza, al Prefetto di Reggio Calabria, con la richiesta di aprire un tavolo istituzionale.
La questione non riguarda soltanto l'accesso al contante, ma più in generale il diritto delle comunità dei piccoli centri a poter usufruire di servizi essenziali senza ulteriori penalizzazioni. Per CGIL e SPI CGIL, la sfida è trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza e quelle di una popolazione che rischia, altrimenti, di trovarsi sempre più isolata.