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Riforma Nordio, allarme del procuratore Borrelli: «A Reggio Calabria rischio paralisi degli uffici giudiziari»

Autore Giorgia Rieto | ven, 02 ott 2026 16:01 | Reggio-Calabria Borrelli Riforma-Nordio

Il procuratore capo ai microfoni di ReggioTV: «Con il giudice collegiale i tempi dei provvedimenti cautelari sono destinati ad aumentare. Servono organici adeguati»

«C’è il rischio di una paralisi degli uffici giudiziari reggini con l’introduzione della riforma Nordio». È l’allarme lanciato dal procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli, intervenuto ai microfoni di ReggioTV a margine della conferenza stampa sull’operazione che ha interessato la cosca Costa-Filippone di Melicucco.

Al centro delle preoccupazioni del procuratore ci sono gli effetti dell'introduzione del giudice collegiale per le decisioni sulle misure cautelari, prevista dalla legge Nordio. Borrelli evidenzia soprattutto il rapporto tra la nuova organizzazione e gli attuali organici degli uffici giudiziari.

«Gli attuali organici, di fronte alla complessità delle dinamiche investigative, non consentono di avere delle risposte immediate e compatibili con quelli che sono i tempi delle indagini che oggi sono imposti dalle leggi», ha spiegato il procuratore.

Secondo Borrelli, ci si trova davanti a una «riforma epocale» che, dal punto di vista organizzativo, rischia di avere un impatto significativo sull'attività degli uffici. In particolare, il procuratore sostiene che il passaggio dalla decisione di un singolo giudice a quella di un collegio sia destinato, «dal punto di vista meramente aritmetico», a triplicare i tempi per l'adozione dei provvedimenti cautelari. 

«Dove c'era un giudice dovranno essercene tre»

Il nodo, per Borrelli, è quindi quello degli organici.

«Una riforma di questo genere, per non avere degli effetti paralizzanti sull'attività giudiziaria, dovrebbe essere accompagnata da un rafforzamento degli organici», ha sottolineato ai microfoni di ReggioTV.

Il procuratore porta anche un esempio concreto riferito all'ufficio Gip di Reggio Calabria: «Se quello che fino ad oggi ha fatto un giudice dovrà essere fatto da tre giudici, dove c'era un giudice dovranno essercene tre».

Secondo quanto riportato dallo stesso Borrelli, l'ufficio Gip reggino conta attualmente 10 giudici e, nell'impostazione da lui prospettata, ne servirebbero 30 per mantenere invariata la capacità operativa. «Di tutto ciò allo stato non vedo traccia», ha affermato, precisando tuttavia di non poter prevedere quali saranno le decisioni sui nuovi organici nei prossimi mesi. 

L'appello: rafforzare gli uffici prima dell'entrata in vigore

La richiesta del procuratore è dunque quella di accompagnare la nuova disciplina con un potenziamento consistente delle risorse umane, per evitare che l'organizzazione degli uffici possa diventare un ostacolo allo svolgimento delle attività giudiziarie.

Il tema dell'adeguamento degli organici è già al centro del dibattito sull'attuazione della norma: un intervento legislativo del 2026 ha infatti previsto un ulteriore differimento dell'efficacia delle disposizioni sulla composizione collegiale del Gip, motivandolo anche con la necessità di completare la copertura degli organici nei tribunali dei capoluoghi di distretto. 

A Reggio Calabria, il nuovo assetto della giustizia pone una questione organizzativa che il procuratore Borrelli considera particolarmente delicata: nuove competenze e nuovi tempi decisionali dovranno essere accompagnati da un numero di magistrati adeguato alle esigenze degli uffici.

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