Tre giorni dedicati alle dinamiche geopolitiche e alla pace, in un momento segnato dal riarmo globale
“Diventare lievito di pace” è il titolo scelto per la nuova edizione della tre giorni, un tema che vuole mettere al centro non soltanto l’analisi dei conflitti e degli scenari internazionali, ma anche il contributo che le comunità, la cultura e la formazione possono offrire alla costruzione della pace.
Ai microfoni di ReggioTV, Annarita Ferrato, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Mons. Vincenzo Zoccali”, ha spiegato la scelta del tema.
«Nel nostro incontro annuale abbiamo voluto, insieme ai docenti delle varie aree, individuare il titolo “Diventare lievito di pace”», ha raccontato Ferrato, spiegando come la scelta sia stata ispirata anche da un discorso di Papa Leone XIV.
La riflessione si inserisce inoltre nel periodo dedicato al Tempo del Creato, che richiama le comunità cristiane alla contemplazione e alla cura del creato.
La pace passa anche dalla culturaNel corso dell'iniziativa è intervenuto anche monsignor Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, che ha richiamato il valore del coltivare l'umanità, attraverso la cultura e la formazione.
Un messaggio che si lega al significato stesso delle Giornate Teologiche: interrogarsi sui grandi cambiamenti del presente attraverso un confronto che coinvolga diversi ambiti del sapere e della società.
Il ruolo dell'UniversitàTra gli interventi anche quello di Antonio Taccone, prorettore delegato al Diritto allo studio e ai Servizi agli studenti dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Taccone ha posto l'accento sul ruolo dell'università e, in particolare, sulla cosiddetta “terza missione”, una delle tre funzioni fondamentali dell'istituzione universitaria.
L'università, oltre alle attività didattiche e alla ricerca, è chiamata infatti a mantenere un rapporto diretto con la società e con il territorio, mettendo conoscenze e competenze a disposizione della comunità.
Le Giornate Teologiche 2026 diventano così uno spazio di confronto tra teologia, cultura, università e società, con l'obiettivo di interrogarsi sulle trasformazioni del mondo contemporaneo e sul contributo che ciascuno può offrire alla costruzione di una cultura della pace.