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Tutti con il naso all’insù: il Museo Archeologico si rifà il look

Autore Grazia Candido | mer, 07 ott 2026 09:43 | Museo Look Lavori Esterno

Un intervento che rinnova l’immagine di uno dei luoghi simbolo di Reggio Calabria, custode dei Bronzi di Riace 

In questi giorni basta camminare lungo le strade del centro per accorgersi che qualcosa sta cambiando. Lo sguardo dei passanti si alza verso l’alto e si ferma sulle facciate del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dove sono in corso i lavori di manutenzione e di imbiancatura.

Operai al lavoro, ponteggi e pennelli stanno restituendo nuova luce alle pareti esterne dello storico edificio di piazza De Nava. Un intervento che, oltre alla necessaria manutenzione, contribuisce a rinnovare l’immagine di uno dei luoghi più rappresentativi della città.

È curioso vedere come, per qualche giorno, il museo abbia attirato gli sguardi anche per ciò che accade fuori dalle sue sale. Un edificio normalmente osservato per la sua architettura e per ciò che custodisce al suo interno diventa così un piccolo cantiere sotto gli occhi di tutti.

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, conosciuto anche come MArRC, è molto più di un contenitore di reperti. Il suo edificio, progettato da Marcello Piacentini, è parte integrante della storia della città e del suo paesaggio urbano.

Al suo interno è custodita una straordinaria testimonianza della Calabria antica, con reperti che raccontano secoli di storia, dalla Preistoria all'età romana. Ma per tutti, inevitabilmente, il pensiero corre ai Bronzi di Riace, le due monumentali statue che sono diventate uno dei simboli più conosciuti di Reggio Calabria nel mondo.

Il museo rappresenta così un ponte tra passato e presente: da una parte le testimonianze delle civiltà che hanno attraversato questo territorio, dall'altra una città moderna che continua a prendersi cura dei suoi luoghi più importanti.

I lavori sulle pareti esterne rappresentano quindi un intervento concreto di cura di un edificio che, ogni giorno, viene visto da migliaia di persone, tra residenti, turisti e visitatori del museo.

Per adesso, però, c'è una scena che racconta bene questi giorni: Reggio che cammina e, per una volta, guarda verso l'alto.

Sotto lo stesso cielo dello Stretto, il museo si prende cura della propria casa. E mentre all'interno continua a raccontare una storia vecchia di millenni, all'esterno si prepara semplicemente a mostrarsi ancora un po' più bello.

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