Nuova Statale 106, "Basta Vittime" insiste: "Quattro corsie, due per senso di marcia e carreggiate separate"

Autore Redazione Web | gio, 08 ott 2026 17:52 | Statale-106 Basta-Vittime Progetto Corsie Carreggiate

L'organizzazione di volontariato ha presentato ad Anas le proprie osservazioni e proposte nell'ambito del dibattito pubblico

L'Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha formalmente presentato ad ANAS S.p.A. le proprie osservazioni e proposte nell'ambito del Dibattito Pubblico relativo all'ammodernamento della Strada Statale 106 Jonica, nel tratto compreso tra Reggio Calabria e Catanzaro, identificato dal codice di intervento CZ392.

Un contributo articolato, predisposto nell'ambito della procedura disciplinata dall'articolo 40 e dall'Allegato I.6 del Decreto Legislativo 36/2023, attraverso il quale l'Organizzazione intende concorrere alle scelte che determineranno il futuro della mobilità lungo la fascia ionica meridionale della Calabria.

Il documento affronta la questione attraverso un'analisi interdisciplinare che integra dati sull'incidentalità, caratteristiche geometriche dell'infrastruttura, volumi di traffico, condizioni socioeconomiche, valutazioni trasportistiche e sostenibilità degli investimenti.

La posizione dell'Organizzazione è netta: la realizzazione di una nuova Strada Statale 106 a quattro corsie, due per senso di marcia, con carreggiate fisicamente separate da uno spartitraffico centrale continuo, costituisce una necessità inderogabile per la sicurezza dei cittadini e per lo sviluppo della Calabria ionica.

95 MORTI IN DIECI ANNI: I NUMERI DI UN'EMERGENZA

Il primo elemento sul quale si fonda il contributo dell'O.d.V. è rappresentato dall'analisi della mortalità stradale. Nel decennio 2016–2025, lungo i circa 180 chilometri della Statale 106 compresi tra Catanzaro e Reggio Calabria, si sono registrati 95 decessi. Una media di 9,5 vittime all'anno, equivalente a un morto ogni 1,89 chilometri di strada nell'arco del periodo esaminato.

Particolarmente significativo è il dato anagrafico: 33 vittime, pari al 34,7% del totale, avevano un'età compresa tra 15 e 29 anni. L'età media delle persone decedute è risultata pari a 47,7 anni. Numeri che, secondo l'Organizzazione, assumono un significato ancora più preoccupante se confrontati con i volumi di traffico dell'arteria.

I rilievi ANAS richiamati nel documento evidenziano, infatti, che in numerosi tratti la circolazione ordinaria si attesta intorno ai 10.000 veicoli giornalieri, con punte minime di appena 4.000–5.000 transiti tra Brancaleone e Camini.

Per l'O.d.V. questo dato evidenzia un paradosso: un'infrastruttura caratterizzata da flussi relativamente contenuti continua a registrare un numero gravissimo di vittime. La ridotta densità di traffico, anche in conseguenza del progressivo spopolamento dei territori attraversati, non può pertanto essere utilizzata come argomento per ridimensionare gli investimenti infrastrutturali.

UNA STRADA CHE NON POSSIEDE PIÙ LE CARATTERISTICHE DI UNA GRANDE ARTERIA NAZIONALE

L'analisi dell'Organizzazione individua nell'attuale configurazione geometrica della Statale 106 una delle principali criticità. La carreggiata unica, l'assenza di una separazione fisica tra i sensi di marcia, la presenza di accessi diretti, l'attraversamento di centri abitati e le numerose interferenze con la viabilità locale compromettono sicurezza e funzionalità del collegamento.

Il documento evidenzia che il 28% del tracciato esaminato è soggetto a limiti di velocità di 50 km/h, mentre un ulteriore 52% presenta limiti di 70 km/h. Soltanto il restante 20%, corrispondente ai tratti già ammodernati, consente limiti di 90 km/h. Ma il problema principale riguarda la sicurezza. I dati del Dossier ANAS richiamati dall'O.d.V., rilevano che la metà dei decessi registrati è riconducibile a collisioni frontali o fronto-laterali.

Incidenti che una nuova infrastruttura con carreggiate separate e barriere centrali adeguatamente progettate consentirebbe di prevenire in misura sostanziale, impedendo l'invasione della carreggiata opposta nei tratti protetti. È proprio questa considerazione a rendere centrale, nella proposta dell'Organizzazione, la realizzazione di una strada extraurbana principale di Categoria B, conforme al D.M. 5 novembre 2001.

NON SOLTANTO SICUREZZA: IL FUTURO ECONOMICO DELLA CALABRIA IONICA

Il documento affronta anche le conseguenze economiche e sociali dell'attuale deficit infrastrutturale. La fascia ionica meridionale presenta condizioni di progressivo impoverimento demografico, difficoltà di accesso ai servizi e una persistente marginalità rispetto alle principali direttrici nazionali. L'Organizzazione richiama, tra gli altri indicatori, il calo della popolazione giovanile, le difficoltà occupazionali e i maggiori costi logistici che penalizzano le attività produttive.

La realizzazione della nuova Statale 106 rappresenterebbe, pertanto, un investimento strategico per migliorare l'accessibilità ai presidi ospedalieri, ridurre i tempi di percorrenza, rafforzare i collegamenti tra i territori e sostenere le filiere agricole, turistiche, commerciali e industriali. Un collegamento moderno e continuo permetterebbe inoltre di integrare maggiormente la Calabria ionica meridionale con il resto della rete infrastrutturale nazionale.

UN CONTRIBUTO TECNICO NELL'INTERESSE GENERALE

La partecipazione dell'Organizzazione al Dibattito Pubblico è il risultato di un'attività di studio e approfondimento condotta con il contributo del proprio Comitato Scientifico e di competenze interdisciplinari nei settori dell'ingegneria stradale, strutturale, idraulico-geotecnica, trasportistica, economico-estimativa e del diritto amministrativo.

Il Direttore Operativo, ingegner Fabio Pugliese, responsabile del Comitato Scientifico, ha seguito gli incontri territoriali del Dibattito Pubblico, contribuendo al confronto sulle prospettive dell'intervento.

L'O.d.V. esprime inoltre apprezzamento nei confronti del Governo nazionale e della Regione Calabria per il percorso istituzionale che ha consentito l'avvio dell'iter relativo alla tratta Reggio Calabria–Catanzaro. L'inserimento dell'intervento nel Contratto di Programma ANAS–MIT e i successivi passaggi amministrativi rappresentano, secondo l'Organizzazione, un'opportunità che non può essere dispersa.

La richiesta è che il procedimento si traduca finalmente in una scelta infrastrutturale concreta: una nuova Statale 106 a quattro corsie, con spartitraffico centrale continuo, progettata per tutelare la vita delle persone e garantire alla Calabria ionica condizioni di mobilità adeguate alle esigenze presenti e future.

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