L’associazione ha celebrato il traguardo puntando su letteratura e memoria come strumenti per valorizzare l’identità e costruire il futuro
Dieci anni di attività all’insegna dell’arte, della cultura e della promozione del territorio. A.I.Par.C. Nazionale ha celebrato il proprio anniversario a Reggio Calabria, con un’iniziativa dedicata alla letteratura calabrese e agli autori che hanno raccontato l’identità della regione.
Rocco Princi per ReggioTv ha intervistato il presidente Salvatore Timpano, Giuseppe Caridi, presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, la scrittrice Chiara Ortuso e lo scrittore Natale Pace, protagonisti di un confronto sul valore della memoria e sulla necessità di trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio culturale calabrese.
"Un bilancio estremamente positivo. L’utopia iniziale ha raggiunto l’obiettivo: arrivare ai giovani, al territorio e cercare di ricostruire, attraverso la cultura, una rinascita di una città che merita per le sue antiche tradizioni", ha dichiarato Salvatore Timpano. «Oggi, attraverso le nostre radici e la nostra memoria, vogliamo divulgare il verbo della rinascita. Non una memoria passiva, ma attiva e propositiva, capace di contribuire a un futuro migliore».
Sull’importanza della collaborazione tra le realtà culturali cittadine si è soffermato Giuseppe Caridi, che ha sottolineato il ruolo dell’associazione nel creare occasioni di confronto e valorizzazione del patrimonio locale: "È importante che ci sia questa sinergia tra le principali associazioni culturali. A.I.Par.C. si fa sempre promotrice di queste iniziative e cerca di coinvolgere le strutture culturali della nostra città. Come Deputazione di Storia Patria per la Calabria non ci tiriamo mai indietro quando si tratta di dare un contributo", ha affermato Caridi, ricordando anche il proprio impegno nel comitato scientifico dell’associazione.
La letteratura diventa così uno strumento per riscoprire una Calabria che va oltre gli stereotipi. Chiara Ortuso ha richiamato le figure di Lorenzo Calogero, Leonida Repaci e Domenico Mimmo Zappone, autori ancora capaci di parlare alle nuove generazioni: "La letteratura calabrese può insegnare a vivere, a esistere all’interno di una regione che ha tantissimo da dare dal punto di vista culturale e intellettuale. Figure come Lorenzo Calogero, Leonida Repaci e il giornalista Domenico Mimmo Zappone sono ancora capaci di parlare agli adolescenti e a noi della bellezza di una Calabria che dobbiamo imparare a conoscere e ad apprezzare", ha dichiarato la scrittrice.
Un tema ripreso anche da Natale Pace, che ha denunciato il rischio di un provincialismo culturale capace di relegare gli autori calabresi nell’anonimato, spesso anche nelle scuole: "In Calabria abbiamo questo limite di un provincialismo letterario che ha condannato i nostri autori alla poca notorietà, ma soprattutto a non essere letti, che è la cosa peggiore. Un’iniziativa come questa, che celebra dieci anni di attività ragionando su tre autori importanti del territorio reggino come Repaci, Calogero e Zappone, va proprio in questa direzione", ha sottolineato Pace.
"Hanno raccontato una Calabria positiva, antica, fatta di tradizioni e usanze, una Calabria che spesso non viene raccontata perché si preferisce parlare di quella legata alla mafia. Valorizzare questi autori e il loro modo di raccontare la nostra terra è un fatto estremamente positivo", ha concluso.
Il decennale di A.I.Par.C. diventa così un’occasione per rimettere al centro la cultura come patrimonio condiviso, strumento di identità e risorsa per il futuro della città.