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Reggio Calabria, l’angoscia di un’anziana per il futuro del Polo sanitario Sud: "Non lasciateci senza un presidio vicino casa"

Autore Grazia Candido | mar, 13 ott 2026 09:00 | Polo-Sud Via-Padova Anziana Preoccupazione

La chiusura della sede di via Padova, legata alla scadenza del contratto d’affitto, preoccupa gli abitanti della periferia

C’è la preoccupazione di chi, dopo una vita trascorsa tra visite mediche, controlli e necessità di assistenza, teme di perdere un punto di riferimento fondamentale. È quella di una donna ultraottantenne, profondamente turbata dalle notizie sul possibile addio del Polo sanitario provinciale di via Padova, nella zona Sud di Reggio Calabria. Una prospettiva che per lei, come per tanti altri cittadini, non rappresenta soltanto un cambiamento logistico, ma il rischio di vedere allontanarsi un servizio sanitario essenziale, soprattutto per le persone più anziane e fragili.

Per anni, il Polo sanitario Reggio Sud ha rappresentato un presidio importante per il territorio, rispondendo alle esigenze non soltanto dei residenti della periferia meridionale, ma anche di numerosi cittadini provenienti da altre aree della città. Visite specialistiche, analisi, controlli e prestazioni sanitarie hanno fatto della struttura un riferimento consolidato, al quale rivolgersi per trovare assistenza senza dover affrontare ulteriori spostamenti.

Ora, però, il futuro della sede di via Padova è al centro delle preoccupazioni. Alla base della vicenda ci sarebbe la scadenza del contratto d’affitto dell’immobile che ospita il Polo. Una situazione che ha già determinato il trasferimento dei professionisti sanitari in via Placido Geraci, nel centro storico, presso una struttura di proprietà dell’Azienda sanitaria.

Un trasferimento che, se da un lato consente di proseguire l’attività in una sede dell’Asp, dall’altro rischia di creare difficoltà per una parte dell’utenza, in particolare per gli anziani, per chi ha problemi di mobilità e per quanti non dispongono di un mezzo proprio o di familiari in grado di accompagnarli.

È proprio su questo aspetto che si concentra l’appello della donna, che guarda con timore alla prospettiva di dover raggiungere il centro cittadino per prestazioni sanitarie che, fino a oggi, poteva ottenere in una zona più vicina alla propria abitazione.

"Possibile che noi anziani dobbiamo perdere un luogo che ci ha salvati e sostenuti nel corso della nostra vita?", è il senso del suo sfogo, accompagnato dall’amarezza per quello che considera un silenzio generale della politica su una questione che tocca direttamente la vita quotidiana di tanti cittadini.

Per una persona che ha superato gli ottant’anni, infatti, anche uno spostamento apparentemente breve può trasformarsi in un ostacolo concreto. Organizzare un viaggio, trovare qualcuno che accompagni, affrontare attese e disagi sono difficoltà che si sommano alle fragilità legate all’età. Per questo, sottolinea la signora, la presenza di servizi sanitari sul territorio non può essere considerata un dettaglio secondario, ma una necessità da tutelare.

La richiesta è rivolta direttamente al sindaco Francesco Cannizzaro e ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale, chiamati, secondo l’appello della cittadina, a individuare una soluzione alternativa che permetta al Polo di continuare a operare nella zona Sud. L’obiettivo non è necessariamente mantenere la stessa sede, ma evitare che il trasferimento delle attività si traduca nella perdita di un presidio di prossimità.

La vicenda riporta così al centro il tema dell’accessibilità dei servizi sanitari e dell’attenzione verso le fasce più vulnerabili della popolazione. Un presidio territoriale, soprattutto in un’area periferica, non è soltanto un luogo nel quale vengono erogate prestazioni: è anche un riferimento per le famiglie, un punto di orientamento e una presenza che, nel tempo, costruisce fiducia e sicurezza.

L’appello dell’anziana diventa quindi una domanda rivolta all’intera comunità cittadina: è possibile trovare una soluzione che concili le esigenze organizzative dell’Asp con il diritto dei cittadini ad avere servizi sanitari facilmente raggiungibili?

La signora chiede che il problema non venga affrontato soltanto come una questione legata alla disponibilità degli immobili o alla scadenza di un contratto, ma che si tenga conto delle conseguenze concrete che ogni decisione può avere sulla vita delle persone.

Adesso, la sua speranza è che il Comune e i vertici dell’Asp possano avviare un confronto e individuare un’alternativa adeguata. Perché, soprattutto quando si parla di sanità e di anziani, la vicinanza dei servizi può fare la differenza tra un’assistenza realmente accessibile e un diritto più difficile da esercitare.

E mentre il futuro della sede di via Padova resta motivo di apprensione, il messaggio della donna è chiaro: la zona Sud di Reggio Calabria non venga privata di un riferimento sanitario che per tanti anni ha accompagnato e sostenuto la sua comunità.

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