L’assessore al Welfare della Regione Calabria, Pasqualina Straface, ha aperto i lavori della prima giornata del seminario intermedio di Su.Pr.Eme. 2, dal titolo “Contrasto allo sfruttamento lavorativo: tra pratiche promettenti e nuove sfide”. Nella seconda giornata di domani, venerdì 16, nella sala oro della Cittadella regionale, prenderà il via la prima tappa del MediaLab "Raccontare lo sfruttamento, comprendere il cambiamento".
Su.Pr.Eme. 2 è un programma quinquennale finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (Fami) 2021-2027 e dal PN Inclusione e lotta alla povertà Fse+ 2021-2027 e Fesr 2021-2027 che mira al contrasto e al superamento delle forme di sfruttamento lavorativo, caporalato e situazioni di marginalità e vulnerabilità vissute dalle persone straniere presenti nelle cinque regioni del Sud Italia (Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania). È rivolto a una platea di circa 18mila lavoratori stagionali migranti impiegati principalmente nel settore agro-alimentare, ma anche in ulteriori settori produttivi.
L’iniziativa, alla quale sono intervenute la dirigente generale del dipartimento Welfare della Regione Calabria, Iole Fantozzi, la dirigente del settore Inclusione sociale e Innovazione del welfare, contrasto alle povertà Ersilia Amatruda, e il funzionario per l’Inclusione sociale, Vito Samà, ha visto la partecipazione dei rappresentanti della dirigenza generale per le politiche migratorie e per l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, del commissario straordinario per il superamento degli insediamenti abusivi e la lotta al caporalato, il generale Giovanni Maria Macioce, di Barbara Siclari, divisione dg politiche migratorie del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di Maria Letizia Di Liberti, dg dipartimento Famiglia e Politiche sociali Regione Sicilia, e degli assessori alle Politiche sociali delle Regioni partner del Mezzogiorno: Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata.
"Oggi per la Calabria è una giornata significativa. Il superamento della tendopoli di San Ferdinando - ha evidenziato l’assessore Straface nel suo intervento - ha dimostrato che la collaborazione concreta tra istituzioni e un'efficace governance multilivello consentono di raggiungere risultati importanti, come la chiusura di una situazione di degrado e pericolo che si protraeva da oltre vent'anni.
Su.pr.eme. 2 rappresenta un ulteriore passo avanti perché consolida una dimensione interregionale che coinvolge Calabria, Sicilia, Puglia, Campania E Basilicata, accomunate dalla volontà di affrontare insieme un fenomeno che attraversa territori, filiere produttive e percorsi migratori. Ora la Calabria chiede innanzitutto che queste cinque regioni possano diventare un laboratorio nazionale innovativo di contrasto al caporalato, e la regione Calabria si candida alla guida di questo partenariato”.
“La responsabilità che siamo chiamati ad assumere in questa fase è duplice: superare le emergenze e costruire le condizioni perché non si ripetano. Una sfida - ha proseguito Straface - che riguarda il caporalato e che investe direttamente la legalità, la tutela della dignità del lavoro e la coesione sociale. Lo sfruttamento lavorativo non si esaurisce nell'intermediazione illecita della manodopera, ma è il risultato di molteplici fattori: lavoro irregolare, vulnerabilità sociale, povertà, condizioni abitative precarie, carenze nei servizi di trasporto e infiltrazioni criminali nelle filiere produttive. Per questo - ha evidenziato l'assessore regionale riferendosi al confronto tra istituzioni nazionali e regionali, parti sociali ed enti del Terzo settore - è necessario stabilizzare i poli sociali integrati, perché l'esperienza maturata a San Ferdinando ha dimostrato l'efficacia di questo modello. Attraverso queste strutture, nelle quali operano psicologi, assistenti sociali, mediatori culturali e consulenti legali, è possibile accompagnare i migranti verso percorsi di piena inclusione e regolarità”.
Il passaggio conclusivo dell’intervento dell'assessore ha riguardato il sistema abitativo e, soffermandosi anche sulla presenza del Commissario straordinario per gli insediamenti abusivi e il contrasto allo sfruttamento lavorativo, ha ricordato che “la Calabria è destinataria, attraverso i Comuni, di oltre 15 milioni di euro del Pnrr. Chiediamo – ha concluso - una rimodulazione delle risorse affinché possano essere utilizzate per interventi di housing sociale, fondamentali per garantire risposte strutturali e durature ai lavoratori più vulnerabili”.
E a seguire, il commissario Macioce ha messo in evidenza che “non si parte da zero: il lavoro svolto in questi anni, in particolare durante la programmazione Pnrr, costituisce un patrimonio di progetti, conoscenze ed esperienze che non andrà disperso. Il nuovo mandato ci offre un orizzonte temporale più ampio e nuovi strumenti per trasformare questo patrimonio in interventi concreti e duraturi. Il metodo che, d'intesa con il Ministro Calderone, è stato scelto è quello di ascoltare i territori, verificare le condizioni reali dei progetti e accompagnare le amministrazioni verso soluzioni concretamente realizzabili. Insieme alla struttura commissariale – ha assicurato - garantirò la massima disponibilità e capacità di coordinamento, ma è indispensabile la collaborazione concreta, responsabile e tempestiva di tutti i soggetti coinvolti”.
Il programma Su.Pr.Eme. 2 ha inteso, in questa occasione, estendere il dibattito sul caporalato anche agli stakeholder nazionali provenienti dal mondo del lavoro e della rappresentanza sociale, per valorizzare prospettive differenti e complementari di impegno nella promozione del lavoro dignitoso.
Sono intervenuti i referenti di Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Flai Cgil, Uila e Inl, moderati da Stefania Congia, dg Politiche migratorie e inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Da loro, e dagli assessori regionali, sono stati affrontati i temi delle politiche nazionali di contrasto al caporalato, dell’impegno delle Regioni del Sud, degli interventi a carattere commissariale e delle prospettive di rafforzamento delle azioni territoriali. Durante gli interventi sullo sfruttamento lavorativo dei cittadini e delle cittadine migranti è emerso che le loro vulnerabilità sono spesso legate a fattori strutturali come la posizione amministrativa, la scarsa conoscenza dei diritti e la difficoltà di accesso ai canali di tutela.
La dg Fantozzi ha pecificato che "Su.Pr.Eme. 2 si concluderà nel 2029 e vedrà la gestione, da parte delle cinque Regioni coinvolte, di risorse per 76 milioni di euro. Accanto a Su.Pr.Eme. 2, la Regione è impegnata in altri progetti dedicati ai fenomeni migratori, tra cui InGibit, Together e Ricerca e Integrazione. La sfida è integrare queste iniziative in una strategia unica e coerente. Dobbiamo già guardare oltre il 2029, costruendo reti, competenze e capacità diffuse che continuino a generare inclusione e dignità nel tempo".
La giornata è poi proseguita nel pomeriggio con la prima tappa del MediaLab, il percorso formativo gratuito sulla comunicazione consapevole rivolto a giornalisti, comunicatori pubblici e del Terzo settore, leader di comunità e associazioni, funzionari pubblici, operatori sociali e studenti. È un’attività promossa sempre nell’ambito di Su.Pr.Eme. 2, realizzata dal partner Consorzio Nova insieme al Centro Studi e Ricerche IDOS e Carta di Roma, con il coinvolgimento di giornalisti, ricercatori e professionisti della comunicazione.
Il MediaLab proseguirà anche nella giornata di domani, con il modulo dal titolo “Notizie senza voce. Sfruttamento lavorativo, caporalato e ruolo del giornalismo”, per il quale l’Ordine dei Giornalisti nazionale riconosce 6 crediti deontologici per la formazione professionale continua.